Il motivo per cui spesso cominciamo a perderci d'animo è che ci lasciamo trascinare dalle emozioni.
Possiamo avere buone ragioni per prendercela con il governo, le multinazionali, il nostro capo... o con chiunque ci sembri ostacolare la giustizia. Ma quali che siano le circostanze, una volta che abbiamo perso le staffe non riusciamo più ad agire in modo efficace.
Perdiamo la capacità di comunicare in modo che il cambiamento sia davvero possibile.
Perdiamo la capacità di fare una cosa che il più delle volte è alla nostra portata: tirare su il morale a noi stessi e alle persone che incontriamo.
Quando entriamo nel vortice ci arrabbiamo davvero molto, ci risentiamo, ci spaventiamo o diventiamo egoisti -, cominciamo a diventare un po' più inconsapevoli.
Perdiamo la consapevolezza di quello che stiamo facendo con il nostro corpo, le nostre parole e la nostra mente.
In questo stato è fin troppo facile lasciarci trascinare verso il basso.
Il primo passo per fermarsi è notare e riconoscere il momento in cui stiamo perdendo la consapevolezza.
Se non lo facciamo, sarà impossibile vedere qualche miglioramento.
Come possiamo cambiare qualcosa se non siamo consapevoli di ciò che accade? Quando si perde le staffe, si dimentica che tutti hanno la stessa vulnerabilità, che tutti hanno lo stesso desiderio di essere felici e di evitare la sofferenza.
Ci si trova tagliati fuori dalla condizione umana, in uno stato in cui le cose non ci toccano. Quando mi accorgo che mi sto chiudendo, provo quasi una leggera euforia: ecco un'occasione per capovolgere il vecchio schema e tirarmi su!
Mi ci sono voluti quasi ottant'anni per arrivare a questo punto, ma so che, se ci riesco io, può farlo chiunque.
Tutti partiamo da livelli diversi di inconsapevolezza, ma possiamo sempre migliorare con la pratica, ovunque ci troviamo.
Pema Chödron