Prima di chiederti se sei sulla strada giusta, assicurati di camminare.
Arjun
I SEI CIECHI E L'ELEFANTE (storia sapienziale)
C’era una volta un villaggio i cui abitanti erano tutti ciechi. Un giorno un principe straniero, che viaggiava sopra un elefante, si fermò davanti alle mura di questo villaggio, per una sosta durante il suo tragitto.
Tra gli abitanti si diffuse la voce della presenza del principe e di un animale straordinario, che essi non conoscevano. Così i cittadini decisero di inviare sei persone ad accogliere il principe e a toccare l’elefante, così che poi avrebbero potuto descriverlo a tutti gli altri.
Al loro ritorno, i sei ciechi furono accolti con impazienza e curiosità. Il primo disse che un elefante è come un enorme ventaglio rugoso. Aveva toccato le orecchie.
“Assolutamente no” intervenne il secondo “perché è come un paio di lunghe ossa.” Egli aveva toccato le zanne.
“Ma proprio per niente!” esclamò il terzo “Un elefante assomiglia ad una grossa corda.” Aveva toccato la proboscide.
“Ma cosa state dicendo? Piuttosto è compatto come un tronco d’albero!” replicò il quarto cieco, che aveva toccato le zampe dell’elefante.
“Non capisco di cosa state parlando” gridò il quinto cieco “l’animale assomiglia ad un muro che respira.” Questi gli aveva gli toccato i fianchi.
Il sesto sentenziò fermamente “Non è vero nulla di tutto questo: un elefante è come una lunga e robusta fune.” Aveva toccato la coda.
Così i sei ciechi iniziarono a litigare, presi tutti dall’affermare ciò che avevano toccato. Attirato dalle urla, il principe rimase in ascolto e, comprendendo che quella situazione era destinata a ripetersi all’infinito, prese la parola e sussurrò:
“Tutti dicono una verità. Ognuno sa cosa ha sentito ed è sicuro di ciò che ha toccato con mano. Ma l’esperienza fatta è solo una parte della verità e solo ascoltandosi, ognuno può andare oltre e comprenderne l'interezza della verità che cerca".
Non serve eliminare i pensieri sgradevoli facendo finta che non esistono, perché prima o poi tornerebbero a molestarci. E’ utile invece sostituirli, dolcemente, poco per volta, con altri pensieri, aprendo il cuore verso un atteggiamento positivo, che ci permette di guardare oltre il limite dei nostri problemi, oltre la … barriera di nubi che ci separa dal Sole.
Tuatha na Sidhe
A volte, le persone trovano il silenzio interiore molto minaccioso. Ecco perché teniamo la mente occupata, attiva, piena di distrazioni. Sai, entri in casa di certa gente e hanno la televisione accesa tutto il tempo. Non la guardano, sai, fanno altre cose, ma la televisione è lì in sottofondo, che continua a trasmettere, come se avessero paura del silenzio. Hanno bisogno di sentire delle voci, hanno bisogno di sentire che succede qualcosa.È come la nostra mente.
La nostra mente chiacchiera costantemente con se stessa. Parla, commenta, ricorda, anticipa, giudica, confronta, senza sosta. Abbiamo il terrore di stare fermi, anche solo per un istante, senza renderci conto che la nostra vera gioia e felicità risiedono nel silenzio, non nella confusione. E questo ci offre l'opportunità di iniziare a fare amicizia con il silenzio, un silenzio che tutti possediamo , al di sotto dell’agitazione superficiale.
Jetsunma Tenzin Palmo