Come fiori colorati privi di profumo, così sono le belle parole di chi non le mette in pratica: non producono alcun frutto.
Siddharta Gautama
Tutti voi conoscete quella sensazione che si prova quando si vuole pronunciare un nome o una parola che si conosce benissimo, ma che semplicemente non viene in mente; per poi riaffiorare alla memoria qualche tempo dopo.
Dipendiamo interamente dalla benevola collaborazione del nostro inconscio. Se esso non collabora, siamo completamente perduti.
Pertanto sono convinto che non possiamo fare molto in termini di invenzione cosciente; sopravvalutiamo il potere dell’intenzione e della volontà.
C. G. Jung
La ricerca di un cammino spirituale nasce dalla sofferenza. Non muove da apparizioni luminose o fenomeni estatici, ma dal dolore, dalla delusione e dalla confusione. Perché sfoci in una ricerca spirituale genuina, la sofferenza dev'essere qualcosa di più di uno stato che si riceve passivamente dall'esterno. Deve innescare una comprensione interiore, una disposizione a scavare al di sotto del superficiale compiacimento che struttura il nostro rapporto abituale con il mondo, per cogliere i barlumi di un'insicurezza che perpetuamente si spalanca sotto i nostri piedi. L'albeggiare di questa intuizione, anche per brevi attimi, può far precipitare una profonda crisi personale in cui valori e scopi si rovesciano, preoccupazioni di routine si sfaldano e le vecchie fonti di gioia si mostrano caparbiamente insoddisfacenti. Il cambiamento, di primo acchito, non è benvenuto. Tentiamo di negare la nuova modalità di percezione e di soffocare i dubbi, ci diamo da fare per allontanare il disagio prefiggendoci nuovi scopi. Ma la fiamma della ricerca, una volta accesa, continua ad ardere. Se non ci lasciamo sviare da ritocchi superficiali o non tentenniamo all'indietro verso una versione rappezzata di ottimismo a tutti i costi, quel primo barlume di comprensione divamperà di nuovo, mettendoci una volta di più di fronte alla realtà della nostra condizione esistenziale. Allora, quando tutte le vie di fuga saranno bloccate, nascerà l'esigenza genuina di un qualcosa che metta fine una volta per tutte al disagio.
Bhikkhu Bodhi
Sedetevi in silenzio per un momento e capirete con quanta noncuranza vi siete mossi finora.
Imparate a tenere la bocca chiusa e capirete di aver parlato troppo.
Cercate di non assumervi troppi impegni e capirete di aver sprecato tempo in cose inutili.
Abbiate pochi desideri e capirete perché avete sofferto tanto.
Chen Meikung
Il riposo non è un premio per aver completato tutto, ma il presupposto per continuare a creare valore. Concediti lo spazio di non dover produrre nulla.
Tich Nhat Han
#Tich Nhat Han
I pensieri nella tua testa non sono poi così diversi dal canto di un uccello fuori dalla finestra.
È solo una questione di decidere se siano più o meno rilevanti.
Adyashanti
Stai andando sulla giusta strada quando, con ogni passo che fai, senti la gioia di vivere.
Alejandro Jodorowsky
Una rana in un pozzo
non può discutere dell' oceano,
perché la sua conoscenza è limitata
dalle dimensioni del suo pozzo.
Un insetto estivo
non può parlare di ghiaccio,
perché conosce solamente
la stagione in cui vive.
Uno studioso dalla mente ristretta
non può discutere del Tao,
perché è vincolato
dai suoi rigidi insegnamenti.
Adesso che ti sei allontanato
dalle tue sponde
ed hai visto il Grande Oceano.
Ora conosci i tuoi limiti,
quindi adesso è possibile
discutere con te
dei Grandi Principi.
Chuang Tzu
Fai spazio tra un impegno e l'altro. Un singolo respiro di pausa prima di iniziare una nuova attività resetta la mente e ricarica l'intenzione.
Thich Nhat Hanh
In un villaggio non pioveva da tanto tempo e la siccità aveva reso aridi i campi.
Tutte le preghiere e le processioni non erano servite a nulla: dal cielo non scendeva una sola goccia d’acqua.
Gli abitanti del villaggio erano disperati. Si rivolsero quindi al grande uomo della pioggia.
«È necessario che io mi fermi per cinque giorni in una capanna ai margini del villaggio. Mi occorrerà solo un po’ di pane e di acqua» rispose loro.
Tutti ritornarono così alle loro occupazioni quotidiane.
I primi tre giorni non cadde dal cielo una sola goccia d’acqua, ma il quarto giorno cominciò a piovere.
La felicità invase il villaggio. Tutti corsero verso la capanna dell’uomo della pioggia per festeggiare insieme e domandargli quale fosse il segreto.
«Non sono stato io a far piovere» rispose.
«Ma sta piovendo» disse la gente.
«Giunto nel vostro villaggio mi sono accorto che regnava un grande disordine interiore ed esteriore» rispose l’uomo della pioggia. «Così mi sono ritirato nella capanna e ho cominciato a fare ordine in me stesso. Nel momento in cui ho raggiunto tale armonia, anche voi avete fatto altrettanto. Quando è stato fatto ordine in voi, anche la natura ha raggiunto il proprio ordine. In quell’istante ha cominciato a piovere».
Il dito e la luna 101 storie sufi
Gianluca Magi