domenica 11 ottobre 2026

 Come si pratica la consapevolezza?

È semplicissimo, ed è anche una grande sfida. La pratica della consapevolezza richiede solo che qualunque cosa si faccia, sia fatta con tutto il proprio essere. Si deve investire il cento per cento di se stessi nel fare anche le cose più semplici, come prendere una penna, aprire un libro, accendere un bastoncino d’incenso. Da novizio, avevo il compito accendere un bastoncino d’incenso da offrire sull’altare in sala di meditazione, più volte nella giornata; mi hanno insegnato a prendere il bastoncino d’incenso con due mani, la sinistra sopra la destra che regge lo stelo del bastoncino. Un bastoncino d’incenso è leggerissimo, perché usare due mani? L’idea è quella di investire il cento per cento di se stessi nella semplice azione di prendere un bastoncino d’incenso. Quando accendi un fiammifero e con esso l’incenso, oppure quando avvicini la punta del bastoncino alla fiamma di una candela, devi stare al cento per cento con l’atto di accenderlo. Questa è la pratica della consapevolezza, della presenza mentale.

Quando versi il tè, l’atto di versare il tè nella tazza può diventare un atto di meditazione se lo fai in consapevolezza. Non pensare al passato, non pensare al futuro, non pensare a quello che farai domani: concentrati interamente sull’atto di versare il tè. Investi tutto te stesso nel qui e ora.

Tutti sanno versare il tè, tutti sanno berlo, ma non tutti lo versano in consapevolezza e lo bevono in consapevolezza: è perché abbiamo la tendenza a fuggire dal qui e ora, spinti dall’energia dell’abitudine. L’energia dell’abitudine è forte, in noi, dunque abbiamo bisogno di praticare per trasformarla. Più ci liberiamo dall’energia dell’abitudine, più saremo capaci di vivere pienamente ogni attimo della nostra vita quotidiana.

Sul lavoro possiamo avere la responsabilità di molte persone, oppure di poche o anche solo di noi stessi. Essere responsabili è un bene. Certo, desideriamo il successo nel lavoro, ma dato che manchiamo di consapevolezza ci lasciamo trascinare dal nostro desiderio di successo, e questa diventa un’abitudine che ci spinge avanti tutto il tempo. Non siamo più capaci di bere il nostro tè nel qui e ora: anche quando lo abbiamo in bocca non ne siamo coscienti perché siamo bevendo i nostri progetti, stiamo bevendo i nostri problemi.

Secondo il Buddha la vita è disponibile soltanto nel qui e ora, nel momento presente. Ha detto infatti: “Il passato se n’è già andato, il futuro non è ancora arrivato. C’è solo un momento in cui puoi vivere, ed è il momento presente”. Se non lo cogli manchi il tuo appuntamento con la vita. È così chiaro! La presenza mentale è l’energia e la pratica che ti aiuta a tornare al qui e ora in modo da incontrarti con la vita. È una pratica che richiede tempo e sostegno; senza allenamento e senza il sostegno di una comunità di compagni di pratica, non sarai in grado di portarla avanti.


Thich Nhat Han

sabato 10 ottobre 2026

 Ascoltiamo ciò che dice l'inconscio. Porgiamo ascolto alla voce del Grande Vecchio dentro di noi, che ha vissuto così a lungo, che ha veduto e sperimentato tante cose. (...) Ma dove possiamo entrare in contatto con l'antico uomo che è in noi? Nei sogni. I sogni sono chiare manifestazioni dell'inconscio. Rappresentano il punto d'incontro della storia della razza e dei nostri attuali problemi esterni. Nel sonno noi consultiamo l'uomo di due milioni di anni fa di cui ciascuno di noi è il portavoce. Carl Gustav Jung 

giovedì 8 ottobre 2026

L'insofferenza nasce dal desiderio che le cose siano diverse da come sono. Accetta il ritmo della vita e troverai una libertà inaspettata.

Tich Nat Han 

mercoledì 7 ottobre 2026

 A guardare dentro le coscienze degli uomini moderni, si scoprirebbe sempre la presenza di una belva incatenata, che brama solo di rompere le sue sbarre. Ciò che chiamiamo "civiltà" è solo una gabbia dorata. L'uomo ha paura di se stesso, ha paura del proprio abisso, e per questo ha inventato la morale: per darsi l'illusione di non essere imparentato con la tigre e con la scimmia. 


 Friedrich Nietzsche  

martedì 6 ottobre 2026

 Non c'è niente di più pericoloso di una bontà prefabbricata che serve solo a nascondere il rifiuto della propria aggressività. Chi nega di avere degli artigli finisce per graffiare di nascosto.


Viktor Frankl

lunedì 5 ottobre 2026

 Cercare la serenità mi sembra un'ambizione più ragionevole che cercare la felicità. 

E forse la serenità è una forma di felicità.


Jorge Luis Borges

domenica 4 ottobre 2026

 Nella nostra cultura c'è una costante spinta ad accumulare: esperienze, concetti, certezze, persino 'risultati' spirituali. Ma la meditazione di consapevolezza ci mostra un movimento opposto, molto più vicino al ritmo naturale delle stagioni: la saggezza dello svuotamento.


Svuotarsi non significa impoverirsi, ma creare uno spazio libero all'interno della mente. L'ego ha un terrore profondo della spogliazione, perché identifica il vuoto con la perdita di sé. Eppure, proprio come l'albero non va in rovina quando perde le sue foglie ma semplicemente si adegua al ciclo della vita per proteggere le sue radici, così la mente, quando impara a lasciar andare ciò che è spento o superfluo, scopre una forza e una pace che prima non conosceva. Lasciar andare non è un gesto di rassegnazione passiva, ma un atto di immensa fiducia nella vita.


Corrado Pensa

sabato 3 ottobre 2026

 La locanda


L’essere umano è una locanda,

ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.


Una gioia, una depressione, una meschinità,

qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,

come un visitatore inatteso.


Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!

Anche se è una folla di dispiaceri

che devasta violenta la casa

spogliandola di tutto il mobilio,


lo stesso, tratta ogni ospite con onore:

potrebbe darsi che ti stia liberando

in vista di nuovi piaceri.


Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,

vai incontro sulla porta ridendo,

e invitali a entrare.


Sii grato per tutto quel che arriva,

perché ogni cosa è stata mandata

come guida dell’aldilà.


Gialal ad-Din Rumi, mistico sufi

venerdì 2 ottobre 2026

 La vera ricarica avviene quando smetti di voler controllare la direzione degli eventi e ti fidi del ritmo organico del recupero.

Tich Nat Han