martedì 2 giugno 2026

 "L'uomo massa ricorda con pedantesca efficienza tutto quanto sia umanamente inutile, la sua testa è un cestino per carta straccia...a furia di compiere operazioni mentali inutili, stipando la mente di notizie superflue, eccolo al riparo dall'affiorare di domande pericolose, di sentimenti rischiosi...

L'uomo massa fa a se stesso quello che un tempo i tiranni facevano fare ai sudditi. Egli reprime sistematicamente nella sua memoria ampia e tenace il ricordo di tutto ciò che possa essere di umano interesse...la memoria dell'uomo massa seleziona sì, ma per respingere tutto quanto possa parlargli dell'uomo, dei suoi sentimenti e dei suoi pensieri...

La schiavitù non fu mai eliminata veramente, bensì socializzata."


Elémire Zolla

lunedì 1 giugno 2026

 Quando gli altri ti biasimano, 

non possono aggiungerti un difetto che non possiedi.  

Quando gli altri ti lodano, non stai diventando una persona migliore per questo.  

Qualunque cosa gli altri dicano di te non influisce sui tuoi difetti e qualità. Solo tu puoi vedere se hai questo difetto o no.  

Se non hai la colpa per la quale sei stato accusato, non c'è motivo di essere turbato, poiché la critica non ti fa avere la colpa.  

Se hai quel difetto per il quale sei stato accusato, la persona che te lo segnala diventa il tuo gentile maestro che ti aiuta a migliorare. 


Guarda onestamente ai tuoi difetti, non agli altri questo è il modo per migliorare. 


Garchen Rinpoche

domenica 31 maggio 2026

 Giornata senza fare niente.


"Nella nostra società, abbiamo la tendenza a considerare il non fare niente come qualcosa di negativo, se non addirittura di malvagio. 

Ma quando ci perdiamo nelle attività, non facciamo altro che diminuire la qualità della nostra vita. 

Facciamo a noi stessi un disservizio.

È importante, invece, preservare noi stessi, la nostra freschezza e il buon umore, la nostra gioia e la compassione.

Nel Buddhismo, coltiviamo la “assenza di scopo”, ed infatti, nella tradizione buddhista, la persona ideale, un “Arhat” o “Bodhisattva”, è una persona poco occupata, qualcuno che senza un posto di preciso dove andare o qualcosa da fare.

Dovremmo imparare come stare lì semplicemente, non facendo niente. Provate a passare una giornata senza fare niente; non la chiamiamo una “giornata pigra”. 

Eppure, per molti di noi, abituati a correre da una parte all’altra , una giornata pigra è realmente un compito molto arduo!

Non è facile essere e basta. 

Se riuscite ad essere felici, rilassati e sorridenti, quando non state facendo qualcosa, siete abbastanza forti. 

Non fare niente porta qualità nell’esistenza, che è molto importante. Così, non fare niente è veramente qualcosa. 

Per favore, scrivetelo e mettetelo in evidenza all’interno della vostra casa:

Non fare niente è qualcosa."


Thich Nhat Hanh

sabato 30 maggio 2026

 Non ero mai pronto, non ero mai all'altezza. C'era sempre di più.

Era un condizionamento emotivo complesso che avevo acquisito per via del carattere molto competitivo del sistema educativo.

Si comincia a cinque anni e si continua così.

Forse derivava anche dalla mia educazione religiosa: quando muori, sarai giudicato per stabilire se sei stato abbastanza buono da meritare il paradiso, altrimenti andrai all'inferno.

C'è sempre la sensazione di dover fare qualcosa. Di non essere adeguato.

Gli anni passano e sei ancora pieno di “impurità".

Questo è il solito tiranno interiore.

E' la concezione della personalità.

La concezione della personalità è un tiranno.

E' la vittima e il carnefice.

Non prendete rifugio nell'essere una vittima o un carnefice.

Ma della consapevolezza risvegliata potete fidarvi. E quella fiducia rende umili.

Fidatevi della capacità di essere semplicemente qui, aperti e ricettivi a qualunque cosa stia succedendo adesso.

Anche se quello che succede è brutto, o comunque siano le condizioni che vivete, non è mai un problema se vi fidate di questa purezza.

Questa consapevolezza è il vostro rifugio.

La consapevolezza della natura cangiante delle sensazioni, degli atteggiamenti, degli stati d'animo: del cambiamento materiale ed emotivo.

La mia personalità si presta benissimo a essere ferita, offesa, turbata da tutto. La personalità non è il mio rifugio.

Ma la consapevolezza sì. Perché la consapevolezza è pura.

Se le date sempre più fiducia, anche quando vi sentite feriti e turbati, non rispettati, non amati e non apprezzati, la consapevolezza non giudica. Non se ne fa un problema. Accetta pienamente la sensazione in quanto sensazione.

E la sensazione si scioglie spontaneamente.

Viene a cadere perché la sua natura è il cambiamento.


Achaan Sumedho

Il suono del silenzio

giovedì 28 maggio 2026

 Ogni stato d'animo è un visitatore passeggero. Trattalo con cortesia, ma non dargli le chiavi di casa. Ricorda che la tua vera natura è la pace che resta dopo che l'ospite è partito.


Thich Naht Han 

mercoledì 27 maggio 2026

 "Chi guarda in uno specchio d’acqua, inizialmente vede la propria immagine.

Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso.

Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell’attore.

Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore.

Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perché l’incontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si può proiettare il negativo sull’ambiente."


Carl Gustav Jung

martedì 26 maggio 2026

 COME TU SEI... COSI' E' IL MONDO di Yogananda


 "CHI SONO IO?" Chiese un giovane ad un saggio. .

 "Te lo spiego con una piccola storia" rispose il saggio.

Un giorno, dalle mura di una città, verso il tramonto si videro sulla linea dell'orizzonte 

 due persone che si abbracciavano.

 "Sono un papà e una mamma", pensò una bambina innocente.

 "Sono due amanti", pensò un uomo dal cuore torbido.

 "Sono due amici che s'incontrano dopo molti anni", pensò un uomo solo.

 "Sono due mercanti che hanno concluso un buon affare", pensò un uomo avido di denaro.

 "E' un padre che abbraccia un figlio di ritorno dalla guerra", pensò una donna dall'anima tenera.

 "E' una figlia che abbraccia il padre di ritorno da un viaggio", pensò un uomo addolorato per la morte di una figlia.

 "Sono due innamorati", pensò una ragazza che sognava l'amore.

 "Sono due uomini che lottano all'ultimo sangue", pensò un assassino.

 "Chissà perché si abbracciano", pensò un uomo dal cuore arido.

 "Che bello vedere due persone che si abbracciano", pensò un uomo di Dio. 

"Ogni pensiero", concluse il maestro, "rivela a te stesso quello che sei."

Esamina di frequente i tuoi pensieri: ti possono dire molte più cose su di te di qualsiasi maestro.

lunedì 25 maggio 2026

 Mio nonno mi ha detto: "Meglio che sapere quello che vuoi, è conoscere ciò di cui non hai bisogno.”


Alejandro Jodorowsky

domenica 24 maggio 2026

IL CAFE' DEI 3 VELENI DELLA MENTE Storia sapienziale


Il barista del "Cafè dei 3 Veleni della mente" dice a un nuovo cliente: "Servo solo 3 bevande: avidità, odio e ignoranza. 

I loro effetti sono immediati e ti aiuteranno a giustificare le tue convinzioni e il tuo comportamento."

Il cliente risponde: "Vorrei qualcosa di più socialmente etico e sano ... e con latte di soia per favore".

Barista: "Beh, in quel caso devo mandarti al "Cafe delle 4 Virtù", lì servono: amore, compassione, gioia ed equanimità. 

Poi però, dovrai praticare quelle virtù per mantenerle vive nella tua vita. Invece l'avidità, l'odio e l'ignoranza, non è necessario praticarle, è facile mantenerle vive e qui vengono offerte gratuitamente a chi visita il nostro cafè."

Cliente: "L'ignoranza sembra interessante, però per stavolta passo perché ho intenzione di andare all'altro cafè."

Barista: "Ok però prima di andare devi pagare il coperto."

Cliente: "Che cosa intendi con 'coperto'?"

Barista: "È il prezzo che paghi quando sei attratto dall'avidità, dall'odio e dall'ignoranza".


Larry Cammarata

sabato 23 maggio 2026

 La parabola delle due frecce

 

In quel tempo il Buddha, che dimorava presso Savatthi, si rivolse ai discepoli con queste parole: 

"L'incolto uomo comune sperimenta lo sensazione piacevole e quella dolorosa. 

E anche il nobile discepolo 

sperimenta lo sensazione piacevole e quella dolorosa. 

E allora qual è lo differenza, qual è lo distinzione, lo 

dissomiglianza fra il nobile discepolo e l'incolto uomo comune? 

L'incolto uomo comune, colpito da una sensazione dolorosa, si affligge, si cruccia, si lamenta percotendosi il 

petto, geme, si avvilisce. Egli sperimenta due sensazioni: una corporea e l'altra mentale. 

E' come se ferissero un uomo con una freccia e poi lo ferìssero con una seconda freccia; certamente 

quell'uomo sperimenterebbe lo sensazione dolorosa di due frecce. 

Similmente l'incolto uomo comune, 

colpito da una sensazione dolorosa, sperimenta due sensazioni: corporea e mentale; colpito da una 

sensazione dolorosa egli manifesta repulsione e cede a questa repulsione della sensazione dolorosa. 

Il nobile discepolo invece, colpito da una sensazione dolorosa, non si affligge; egli sperimenta una sola 

sensazione dolorosa: quella corporea, ma non quella mentale. 

Questa è lo differenza, questa è la distinzione questa è la dissomiglianza fra il nobile discepolo e l'incolto uomo comune" 


Samyutta Nikaya