Il fiume tendeva alla meta, Siddharta lo vedeva affrettarsi, quel fiume che ha fatto di lui e dei suoi e di tutti gli uomini ch'egli avesse mai visto, tutte onde, tutta quell'acqua si affrettavano, soffrendo, verso le loro mete. Molte mete: la cascata, il lago, le rapide, il mare, e tutte le mete venivano raggiunte, e a ogni meta una nuova ne seguiva, e dall'acqua si generava vapore e saliva in cielo, diventava pioggia e precipitava giù dal cielo, diventava fonte, ruscello, fiume, e di nuovo riprendeva il suo cammino.
E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita.
E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume, questo canto dalle mille voci, se non porgeva ascolto né al dolore né al riso, se non la propria anima a una di quelle voci e se non s'impersonava in essa col proprio lo, ma tutte le udiva, percepiva il Tutto, l'Unità.
Hermann Hesse
Siddharta