domenica 5 luglio 2026

 LA VIA  

Racconto Zen


Una volta un filosofo andò da un maestro zen e gli domandò: “Qual è la via?”. 

Il maestro guardò le colline davanti a lui e rispose: “Queste colline sono molto belle!”. 

Deluso e frustrato, il filosofo se ne andò e il maestro scoppiò in una grande risata.

Un discepolo allora disse: 

“Maestro, quell’uomo deve aver pensato che sei matto” e il maestro rispose: 

“Uno di noi due certamente lo è: o è matto lui, o sono matto io, perché non si possono fare domande di tal genere. Non si possono fare domande sulla via; sul sentiero si può solo viaggiare. Nel viaggio si scopre la via. Non esiste già bella e pronta; non è come strada maestra, pronta lì ad aspettarti. La via non è così, altrimenti sarebbero tutti arrivati da un pezzo. Se la via fosse già pronta, sarebbero tutti arrivati alla fine del viaggio. La via si definisce nel viaggio. Nel momento in cui cominci a viaggiare, si crea la via. La via fuoriesce da te, è come la tela del ragno, la via passa attraverso di te. Tu la crei e poi ci viaggi e più viaggi, più continui a crearla. Ricordati che la via scompare con te. Nessun altro potrà percorrerla di nuovo. Non la si può prendere in prestito da altri. Solo gli stupidi fanno domande del genere: ‘qual è la via?’. Tu sei la via!”.

Allora il discepolo disse: “ho capito, ma cosa c’entrano le colline?”. 

Il maestro rispose: “Un maestro deve parlarti delle colline, perché se non le oltrepassi, non potrai trovare la strada. Oltre quelle colline è la via. E le colline sono così belle che nessuno vuole lasciarle, sono così incantevoli, così affascinanti, che tutti ci si perdono, mentre la via è oltre le colline”.

sabato 4 luglio 2026

 Il valore della tecnica


Un novizio era stato ammesso in un Ordine Sufi 

Tuttavia, dopo qualche tempo non aveva ancora ricevuto precise istruzioni. Conversava con gli altri discepoli, questo sì,

ma senza praticare alcuna attività di gruppo. A volte aveva persino l'impressione che non ve ne fossero. "Chissà quale tecnica coltiva il maestro!", pen sò. "E quando me ne metterà al corrente! Forse in quest'Ordine si celebrano riti segreti. Ma quando? Mi sembra di non lasciare mai i miei confratelli, durante la giornata!".

All'improvviso, il giovane prese una decisione. Fino a nuove indicazioni, avrebbe praticato il tipo di meditazione della scuola cui era affiliato prima. Così non avrebbe perso tempo. Si sedette sulle ginocchia, il corpo eretto e le mani appoggiate alle gambe. Rimase immobile nella stessa posizione per parecchie ore, senza che nessuno ci facesse caso.

A un certo punto, le gambe cominciarono a do lergli. Ma il novizio non si arrese: dopotutto, per severando avrebbe attinto un livello di coscienza più elevato!

La mattina dopo nutrì alcuni dubbi su quel tipo di pratica, ritenendo che non facesse al caso suo, e andò a riferire al maestro: "Forse è meglio che digiuni, o mi dedichi all'ascesi?".

Quello diede una risposta imprevedibile: "Ma con chi ce l'hai? Intendo dire, quale parte di te vuoi tormentare?".

Il discepolo rimase sconcertato.


101 storie sufi 

venerdì 3 luglio 2026

 La domanda "Chi sono io?" non è fatta per ottenere una risposta, la domanda "Chi sono io?" è fatta per dissolvere chi la pone. 


Sri Ramana Maharshi

giovedì 2 luglio 2026

 Ci sono quattro strade che possono portarti dove vuoi andare. 

La prima ti conduce dove ti manda il tuo primo pensiero. 

Non è la strada giusta. Rifletti un poco. 

Affronti allora la seconda. Rifletti nuovamente ma non scegliere ancora. 

Alla terza riflessione riepiloga i due primi pensieri e aspetta ancora.  

Finalmente, alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta. Così non rischierai più nulla. 

Qualche volta, lascia passare una giornata prima di risolvere il tuo problema.


Adagio Indiano

mercoledì 1 luglio 2026

martedì 30 giugno 2026

 Nei momenti cruciali della mia vita, ho accettato di lasciarmi trasportare dalla corrente, senza sapere dove mi avrebbe portato. 

Tentavo di resistere, di oppormi alla forza che mi trascinava, ma ogni volta ero vinto non sapendo dove mi avrebbe condotto. 

Ho sperimentato quanto sia faticoso opporsi a questa corrente e quanto invece sia benefico affidarvisi senza regole, ho imparato, con gli anni, a lasciarmi portare.

(...) So che c’è una forza che sa dove condurci: essa ci porta esattamente là dove dobbiamo realizzare il nostro divenire.


C.G Jung

lunedì 29 giugno 2026

domenica 28 giugno 2026

 "Non portarti dietro i tuoi pensieri, la tua conoscenza, non portarti dietro niente di ciò che riempie il secchio, e che non è altro che acqua, perché altrimenti guarderai sempre e solo il riflesso, e nient’altro. Nella ricchezza, nei beni materiali, nella casa, nell’automobile, nel prestigio, tu non vedrai che il riflesso della luna piena nell’acqua del secchio, mentre la luna vera è li, in alto, che ti aspetta da sempre. Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguardo e vedere la vera luna nel cielo; ma prima devi avere conosciuto il sapore del vuoto, devi lasciar cadere il secchio della tua mente, dei tuoi pensieri: non più acqua, né luna. Il vuoto nelle mani” 

"Da tale vuoto assoluto... sboccia

meravigliosamente l'azione"


Lo Zen e il tiro con l'arco

sabato 27 giugno 2026

 "La vita è alternanza di guadagni e perdite.

Nel grande schema della vita, guadagni e perdite avvengono.

Ci sono momenti di serenità, e poi ci sono momenti di sfida. Salute e malattia, entrambi hanno il loro tempo e il loro posto nella nostra esistenza. Questa è la danza cosmica, un' orchestrazione infinita di eventi.


Abbraccialo e muoviti fluidamente con il suo ritmo. È nell'accettare questo fluido stato di vita in continua evoluzione che troviamo una certa pace. Perché quando ci impegniamo con la vita da un luogo di accettazione, la scomparsa delle cose, così come la loro natura, diventa più facile da sopportare.


Se resistiamo a questo flusso, ne deriva la sofferenza.

Inizia la stagnazione, bloccando il corso naturale della vita."


Jetsunma Tenzin Palmo

venerdì 26 giugno 2026

 Ti rivolgi a Wu Hsin e chiedi:

"Puoi portare via il mio dolore?

Puoi portare via la mia infelicità?

Puoi portare via le mie paure?"


Wu Hsin non può portare via né il dolore, né l'infelicità, né la paura.


Wu Hsin può portare via solo "Mio".

Così facendo, il "mio" dolore, la "mia" infelicità e le "mie" paure svaniscono.


Wu Hsin