domenica 27 settembre 2026

 Una libertà vera, assoluta, è tale solo se non dipende da nient’altro, é “Incondizionata”.

Il risveglio non è un’esperienza straordinaria, nuova, che prima non c’era e soltanto in seguito, grazie alla pratica meditativa, viene “prodotta” o “raggiunta”, perché tutto ciò che si può ottenere, prima o poi andrà perduto.

Se esiste, l’incondizionato deve essere fin dall’inizio sempre presente e accessibile, senza eccezioni. 

La reale situazione è più simile a quella di chi, pur essendo di fatto un uomo libero, sogni di trovarsi in carcere.

Il risveglio è il semplice dissolversi di questa illusione, grazie a uno spontaneo vedere (da parte di nessuno) l’irrealtà di un io separato: è l’Essere stesso (o, se preferite, l’universo) a creare e dissolvere questa illusione nella sua danza incessante, mentre fin dall’inizio non esiste alcun sé individuale ed autonomo in grado di “praticare” un metodo per “raggiungere” una Totalità da cui, in effetti, non è mai stato separato.

Ma, finché sussiste l’apparenza di un io isolato e limitato, continuerà a sopravvivere anche l’idea illusoria di poter raggiungere uno stato permanente di liberazione da questa (inesistente) prigione.

Ecco perché la ricerca del risveglio tramite la meditazione è un’ennesima storia inventata dalla mente, come anche l’idea illusoria che la vita sia una prigione da cui occorra evadere in cerca di un paradisiaco “altrove”. 

Non è possibile “raggiungere” il luogo dove già si è, così come non ci si può “avvicinare” allo spazio in cui siamo immersi.


Mauro Bergonzi "Il sorriso segreto dell’essere"

sabato 26 settembre 2026

 OMBRE


Ci sono quei giorni in cui ci si sente tristi, magari senza motivi particolari.

In quei momenti di "buio" non c'è da correre ai ripari, non c'è da distrarsi o peggio medicalizzare alcunché.


C'è questa strana fretta di liberarsi dall'ombra... questo atteggiamento è una forma di violenza verso se stessi, un rifiuto di attraversare ciò che va semplicemente attraversato.

L'ombra non è qualcosa da estirpare, chi rifiuta la propria ombra non diventa affatto luminoso, ma cieco.


Non sei tu quella tristezza. Sei ciò che la osserva sorgere e dissolversi, se solo hai il coraggio di non intervenire subito, di non etichettarla come nemica.


Chi attraversa l'ombra senza combatterla, si rafforza, torna diverso.


L'uomo contemporaneo non ha la capacità di stare fermo nel proprio malessere anche solo per un pomeriggio. Vuole la soluzione immediata. E così facendo perde l'unica cosa che quella giornata no gli stava offrendo, ovvero la possibilità di conoscersi.


WI

venerdì 25 settembre 2026

 Finché proiettiamo la nostra Ombra Aurea sugli altri, rimarremo spettatori della nostra stessa vita, trasformando guide e maestri in divinità incrollabili. Il processo di individuazione richiede il coraggio di ritirare quella proiezione e diventare noi stessi l'autorità che cerchiamo.


Marie-Louise von Franz 

giovedì 24 settembre 2026

 Lascia che l'acqua torbida riposi e diventerà trasparente da sola; lascia che la mente si plachi e la verità emergerà senza sforzo.


Tilopa

mercoledì 23 settembre 2026

Recensioni corso comunicazione e relazioni interpersonali a Malgrate con il tempo ritrovato

 Recensioni corso comunicazione e relazioni interpersonali a Malgrate con il tempo ritrovato









Recensioni corso Mindfuless a Malgrate con Il tempo ritrovato 2026

Recensioni corso Mindfuless a Malgrate con Il tempo ritrovato 2026







 Domandarono a Confucio: «Dove cominceresti se dovessi governare il popolo?»

«Migliorerei l'uso del linguaggio», rispose il maestro.

Gli ascoltatori rimasero sorpresi: «Ma non c'entra con la nostra domanda – dissero – che significa migliorare l'uso del linguaggio?»

E Confucio rispose:

«Se il linguaggio non è preciso, ciò che si dice non è ciò che si pensa; e se ciò che si dice non è ciò che si pensa, le opere non si realizzano; ma se non si realizzano le opere, non progredirà né morale né arte; e se arte e morale non progrediscono, la giustizia non sarà giusta, la nazione non conoscerà il fondamento su cui si fonda e il fine a cui tende.

Perciò non si tolleri alcun arbitrio nelle parole. Ecco il problema primo e fondamentale.»


Il linguaggio

Confucio 

martedì 22 settembre 2026

 Come fiori colorati privi di profumo, così sono le belle parole di chi non le mette in pratica: non producono alcun frutto.


Siddharta Gautama 

lunedì 21 settembre 2026

 Tutti voi conoscete quella sensazione che si prova quando si vuole pronunciare un nome o una parola che si conosce benissimo, ma che semplicemente non viene in mente; per poi riaffiorare alla memoria qualche tempo dopo.


Dipendiamo interamente dalla benevola collaborazione del nostro inconscio. Se esso non collabora, siamo completamente perduti.


Pertanto sono convinto che non possiamo fare molto in termini di invenzione cosciente; sopravvalutiamo il potere dell’intenzione e della volontà.


C. G. Jung

domenica 20 settembre 2026

 La ricerca di un cammino spirituale nasce dalla sofferenza. Non muove da apparizioni luminose o fenomeni estatici, ma dal dolore, dalla delusione e dalla confusione. Perché sfoci in una ricerca spirituale genuina, la sofferenza dev'essere qualcosa di più di uno stato che si riceve passivamente dall'esterno. Deve innescare una comprensione interiore, una disposizione a scavare al di sotto del superficiale compiacimento che struttura il nostro rapporto abituale con il mondo, per cogliere i barlumi di un'insicurezza che perpetuamente si spalanca sotto i nostri piedi. L'albeggiare di questa intuizione, anche per brevi attimi, può far precipitare una profonda crisi personale in cui valori e scopi si rovesciano, preoccupazioni di routine si sfaldano e le vecchie fonti di gioia si mostrano caparbiamente insoddisfacenti. Il cambiamento, di primo acchito, non è benvenuto. Tentiamo di negare la nuova modalità di percezione e di soffocare i dubbi, ci diamo da fare per allontanare il disagio prefiggendoci nuovi scopi. Ma la fiamma della ricerca, una volta accesa, continua ad ardere. Se non ci lasciamo sviare da ritocchi superficiali o non tentenniamo all'indietro verso una versione rappezzata di ottimismo a tutti i costi, quel primo barlume di comprensione divamperà di nuovo, mettendoci una volta di più di fronte alla realtà della nostra condizione esistenziale. Allora, quando tutte le vie di fuga saranno bloccate, nascerà l'esigenza genuina di un qualcosa che metta fine una volta per tutte al disagio.


Bhikkhu Bodhi