sabato 23 maggio 2026

 La parabola delle due frecce

 

In quel tempo il Buddha, che dimorava presso Savatthi, si rivolse ai discepoli con queste parole: 

"L'incolto uomo comune sperimenta lo sensazione piacevole e quella dolorosa. 

E anche il nobile discepolo 

sperimenta lo sensazione piacevole e quella dolorosa. 

E allora qual è lo differenza, qual è lo distinzione, lo 

dissomiglianza fra il nobile discepolo e l'incolto uomo comune? 

L'incolto uomo comune, colpito da una sensazione dolorosa, si affligge, si cruccia, si lamenta percotendosi il 

petto, geme, si avvilisce. Egli sperimenta due sensazioni: una corporea e l'altra mentale. 

E' come se ferissero un uomo con una freccia e poi lo ferìssero con una seconda freccia; certamente 

quell'uomo sperimenterebbe lo sensazione dolorosa di due frecce. 

Similmente l'incolto uomo comune, 

colpito da una sensazione dolorosa, sperimenta due sensazioni: corporea e mentale; colpito da una 

sensazione dolorosa egli manifesta repulsione e cede a questa repulsione della sensazione dolorosa. 

Il nobile discepolo invece, colpito da una sensazione dolorosa, non si affligge; egli sperimenta una sola 

sensazione dolorosa: quella corporea, ma non quella mentale. 

Questa è lo differenza, questa è la distinzione questa è la dissomiglianza fra il nobile discepolo e l'incolto uomo comune" 


Samyutta Nikaya

venerdì 22 maggio 2026

 Ci si innamori dunque, disperatamente: di una persona sposata, di un prete, di una stella del cinema o di un cantante d'opera. In questo modo si viaggerà fiduciosi e lieti, senza mai arrivare, e inoltre ci si risparmierà il disinganno nel dover constatare che l'altro è eventualmente del tutto disponibile a iniziare una relazione - cosa questa che gli farebbe perdere subito ogni attrattiva.  


Istruzioni per rendersi infelici

Paul Watzlawick

Pag. 81

giovedì 21 maggio 2026

 Questo allontanarsi dalla comodità e dalla sicurezza, questo avventurarsi nell'ignoto, nell'inesplorato e nell'incerto: questo si chiama liberazione. 


Pema Chödrön

mercoledì 20 maggio 2026

 Nello specchio della tua mente, ogni sorta di immagini appaiono e scompaiono. Consapevole che sono interamente creazioni tue, osservale in silenzio mentre vanno e vengono. Sii vigile, ma non turbato. Questo atteggiamento di silenziosa osservazione è il fondamento stesso dello yoga. Tu vedi l'immagine, ma tu non sei l'immagine.


Sri Nisargadatta Maharaj

martedì 19 maggio 2026

 Jung pensa che l’uomo abbia spesso bisogno di crisi nelle quali è costretto a confrontarsi con il suo inconscio e quindi con le proprie parti istintive, con le passioni e con le proprie ferite e debolezze. 

E questo confronto con l’inconscio provoca quella differenza di potenziale necessaria perché possano avvenire trasformazioni. 

Ma non tutti sono disposti veramente a confrontarsi con se stessi. “Chi non ricorda certi amici e compagni di scuola, che da giovani erano esemplari e promettenti, e che, dopo molti anni, si ritrovano inariditi e limitati dalla monotonia della vita quotidiana?” 


Jung, Vol. VIII, p. 423.

lunedì 18 maggio 2026

 La vita è una serie di cambiamenti naturali e spontanei. Non opporre resistenza; ciò crea solo dolore. Lascia che la realtà sia realtà. Lascia che le cose fluiscano naturalmente in avanti, in qualunque modo vogliano. 


Lao Tzu

domenica 17 maggio 2026

 L'UOMO GIUDICA UN ALTRO IN BASE AL SUO LIVELLO DI ESSERE 


Insegnando, com'era solito fare, durante le comuni faccende della vita, lo sceicco Abu Tahir Harami un giorno arrivò sul suo asinello nella piazza del mercato avendo un discepolo che lo seguiva.

Vedendolo, un uomo esclamò: "Guardate, arriva il vecchio miscredente! ".

L'allievo di Haram, montato in collera, si mise a gridare contro l'offensore. In poco tempo si sviluppò una violenta discussione.

Il Sufi calmò il proprio discepolo, dicendo: "Se solo farai cessare questo tumulto, ti mostrerò come puoi fare a sfuggire questo genere di seccature".

Insieme andarono in casa del vecchio Sufi. Lo sceicco disse al suo seguace di portargli una scatola piena di lettere. “Guarda queste. Sono tutte lettere indirizzate a me. Ma sono stilate in termini diversi. Qui qualcuno mi chiama: 'Sceicco dell'Islam': qui 'Sublime Maestro'. Un altro dice che io sono 'Il Saggio dei Santuari Gemelli'; e vi sono tanti altri ancora. "Osserva come ognuno mi configura rivelando com'egli è in quel momento.

MA IO NON SONO NIENTE DI TUTTO CIÒ. Ogni uomo giudica l'altro perché pensa che sia come lui.

Ed è questo che ha fatto quel poveretto del mercato poco fa. 

Eppure tu te ne sei adombrato. Perché? dato che questa è la regola generale della vita?".

sabato 16 maggio 2026

 UN SUFI DEL PAMIRISTAN 

  

A un sufi del Pamiristan, Khwaja Tufa, fu chiesto perché permettesse alla gente di elogiarlo. 

Egli rispose: "Alcuni lodano, altri attaccano. 

Noi non siamo responsabili per quelli che lodano, non più di quanto lo siamo per quelli che sono ostili. Essi sono completamente indipendenti da noi e, in ogni caso, non ci danno veramente retta. 

Opporsi a chi non presta attenzione è un'attività senza senso. Alcuni di coloro che né ci lodano né ci attaccano lavorano con noi e si sentono con noi. Voi non li vedete, così vi preoccupate di adulatori e di detrattori. Questo è una specie di bazar, in cui la gente si comporta come se stesse comprando o vendendo. L'attività reale vi è invisibile. "Badare alle lodi e agli attacchi è prendere in considerazione le cose irrilevanti. Le inezie sono spesso più impressionanti delle cose importanti. Interessarsi di ciò che colpisce, piuttosto che di ciò che è significativo, è abituale, ma inutile. 

"E non dimenticate ciò che una volta disse Zilzilavi: "«Incoraggio gli sciocchi a lodarmi. Quando spingono le cose all’eccesso, hanno finalmente un'opportunità di osservare la stupidità dell'esagerazione. Al tempo stesso, quelli che sono disgustati dall'adulazione mi sfuggiranno, pensando che io incoraggi le lodi perché desidero essere lodato. Ma se mancano a tal punto di intuizione da giudicare solo in base alle apparenze, li devo evitare, perché non sono utile per loro. "Il modo migliore di evitare è quello di far sì che colui che vogliamo evitare ci eviti di sua volontà”»

  

Idries Shah

venerdì 15 maggio 2026

 Due monaci pregano senza sosta, uno è corrucciato, l'altro sorride.

Il primo domanda: "Com'è possibile che io viva nell'angoscia e tu nella gioia se entrambi preghiamo per lo stesso numero di ore?"

L'altro risponde: "Perchè tu preghi sempre per chiedere e io prego solo per ringraziare."


Alejandro Jodorowsky

giovedì 14 maggio 2026

 «L'ego è un'istituzione sociale priva di realtà fisica. L'ego è semplicemente il simbolo di te stesso. Così come la parola "acqua" è un suono che simboleggia un certo liquido senza esserlo, allo stesso modo l'idea di ego simboleggia il ruolo che interpreti, chi sei, ma non è la stessa cosa del tuo organismo vivente.»


Alan Watts