Il drago che devi uccidere si chiama 'Tu Devi'. Su ogni sua squama c'è scritta una regola, una norma o una certezza che ti è stata imposta. La spada per abbatterlo si chiama 'Io Voglio'.
Joseph Campbell
Il daimon non ci abbandona nell’ultima parte della strada. Al contrario, quando le grandi ambizioni della giovinezza e le urgenze del fare si placano, la sua voce si fa più chiara.
Il daimon è il custode della nostra singolarità, l’immagine guida che abbiamo scelto prima di nascere. Durante la prima metà della vita siamo occupati a costruire il guscio — il ruolo, la carriera, la famiglia —, ma nella seconda metà, e specialmente nella vecchiaia, il daimon reclama il suo spazio. Non gli interessa più ciò che facciamo per il mondo, ma ciò che stiamo diventando per l'anima.
Ecco perché il carattere si rivela con tanta forza negli anni tardi: il daimon usa il tempo, le cicatrici, le perdite e persino le nostre rigidità come uno scultore usa lo scalpello. Ogni peculiarità, ogni "difetto" di forma non è un errore, ma la firma irripetibile della nostra vocazione che chiede di essere finalmente riconosciuta.
James Hillman
La forza del carattere
Un cittadino di Yen, nato nel regno di Yen, si fece adulto nel regno di Ch’u e giunto alla vecchiaia ritornò nel suo paese d’origine. Attraversando il regno di Chin, i suoi compagni di viaggio lo ingannarono e indicandogli una città gli dissero: – Questa è la capitale di Yen. – Quell’uomo si commosse e mutò espressione. Gli indicarono degli altari e gli dissero: – Questi sono gli altari del tuo villaggio. – Quello sospirò profondamente. Gli indicarono una capanna e gli dissero: – Quella è la casa dei tuoi avi. – Quello pianse a calde lagrime. Gli indicarono un tumulo e gli dissero: – Quella è la tomba dei tuoi avi. – Quello singhiozzò senza frenarsi. I compagni di viaggio scoppiarono in una gran risata e dissero: – Ci siamo beffati di te. Questo è il regno di Chin.
Quell’uomo rimase assai avvilito. Quando giunse a Yen e vide veramente la capitale e gli altari del regno di Yen, vide veramente la casa e la tomba dei suoi avi, la sua commozione fu minima.
Lieh Tzu
Non c'è bisogno di precipitare i tempi: basta accompagnare il processo. Quando le condizioni sono mature, l'effetto si produce da solo, come la frutta che cade dal ramo senza bisogno di essere staccata.
Colui che forza la situazione crea resistenza; colui che la asseconda elimina l'attrito prima ancora che si manifesti.
Francois Jullien