sabato 13 giugno 2026

 La meditazione dello spuntino


Un giovane amico una volta mi aveva chiesto di insegnargli la pratica della consapevolezza. Gli avevo offerto un mandarino, ma lui continuava a parlarmi dei suoi tanti progetti — quel che faceva per la pace, la giustizia sociale eccetera. Mentre mangiava, allo stesso tempo pensava e parlava. Sbucciato il mandarino si cacciava in bocca gli spicchi, li masticava rapidamente e poi li inghiottiva.

Gli dissi: “Fermati, Jim! Mangia il tuo mandarino”. Mi guardò e capì: smise di parlare e si mise a mangiare molto più piano e consapevolmente. Separò gli spicchi che rimanevano uno dopo l’altro, ne odorò il profumo delizioso, se ne mise in bocca uno per volta sentendo il succo colargli tutt’intorno alla lingua.


Qual è lo scopo di mangiare un mandarino? È mangiare il mandarino. Per tutto il tempo che ci metti a mangiare un mandarino, mangiare quel mandarino è la cosa più importante della tua vita. La prossima volta che avrai a disposizione un mandarino, ti invito a mettertelo nel palmo della mano e a guardarlo in un modo che lo renda reale. Non ci vuole molto tempo, bastano due o tre secondi. Guardandolo, vedi il bel fiore di mandarino; vedi il sole e la pioggia; vedi il minuscolo mandarino che si va formando a partire da fiore. Puoi veder crescere il mandarino neonato, cambiare colore dal verde all’arancione.


Sbucciare il mandarino, odorarlo e assaporarlo può essere piacevolissimo. Può essere così per ogni cosa che facciamo: che noi si pianti la lattuga, si lavino i piatti, si scriva una poesia o si sommino colonne di numeri, possiamo farlo con concentrazione e in consapevolezza.


Thich Nhat Hanh 

Mangiare in Consapevolezza

venerdì 12 giugno 2026

giovedì 11 giugno 2026

 Ci aggrappiamo al nostro punto di vista, come se tutto dipendesse da esso. 

Eppure le nostre opinioni non hanno alcuna efficacia; come l'autunno e l'inverno, svaniscono gradualmente.


Chuang Tzu

mercoledì 10 giugno 2026

martedì 9 giugno 2026

 "Che cos'è il perdono? I Sufi rispondono: E' quella fragranza che emanano i fiori dopo essere stati calpestati".


Adagio Sufi

lunedì 8 giugno 2026

 "Quanto piu' rimurgini un pensiero negativo, tanto piu' esso viene rafforzato.

Se lo ignori, lo farai morire di fame.

Coltiva il positivo."


Swami Satchidananda

domenica 7 giugno 2026

 L'artista taccagno


Gessen era un monaco artista. Prima di mettersi a disegnare o a dipingere, insisteva sempre perché lo pagassero in anticipo, e i suoi compensi erano molto alti. Tutti lo conoscevano come «l'artista taccagno». Una volta una geisha gli ordinò un dipinto.

«Quanto puoi pagare?» chiese Gessen.

«Quello che vuoi tu,» rispose la ragazza «ma voglio che tu faccia il lavoro davanti a me».

Così un certo giorno Gessen fu chiamato dalla geisha. Ella dava una festa per il suo protettore.

Gessen, con eleganti pennellate, fece il dipinto. Quando lo finì, chiese la cifra più alta di quel tempo. Ricevette la somma. Allora la geisha, rivolgendosi al suo protettore, disse: «Quest'artista non vuole che il denaro. I suoi dipinti sono belli ma la sua mente è sudicia; il denaro l'ha trasformato in una melma. Uscita da una mente così sporca, la sua opera non è degna di essere esposta. E' a malapena adatta per una delle mie sottovesti». E togliendosi l'abito, chiese a Gessen di fare un'altra pittura sul dietro della sua sottoveste. «Quanto mi paghi?» domandò Gessen.

«Oh, qualunque somma» rispose la ragazza.

Gessen stabilì una cifra spropositata, fece il dipinto come gli era stato chiesto di farlo e se ne andò.

In seguito si seppe che Gessen era tanto avido di denaro per queste ragioni:

Spesso la sua provincia era afflitta da una terribile carestia. I ricchi non aiutavano i poveri, così Gessen aveva un magazzino segreto, ignoto a tutti, che lui teneva sempre pieno di grano, pronto per quei casi di

emergenza.

La strada che portava dal suo villaggio al Santuario Nazionale era in pessimo stato e per molti pellegrini il viaggio era estremamente disagevole. Lui voleva costruire una strada migliore.

Il suo insegnante era morto senza portare a compimento il desiderio di costruire un tempio, e Gessen voleva terminare questo tempio per lui.

Quando Gessen riuscì a realizzare questi tre desideri, buttò via i pennelli e gli attrezzi da pittore e, ritiratosi sulle montagne, non dipinse mai più.


101 storie zen

sabato 6 giugno 2026

 LA VIGNA 

Una volta un uomo piantò un tipo di vigna che era famoso perché produceva uva soltanto dopo trent'anni.

Avvenne che mentre la stava piantando il Comandante dei Fedeli passò di là, si soffermò e disse: Certo tu sei un ottimista se speri di vivere fino a quando quel tipo di vigna darà frutti".

Forse non vivrò abbastanza", rispose l'uomo, "ma almeno i miei successori beneficeranno nella loro vita del mio lavoro, come tutti noi beneficiamo del lavoro dei nostri predecessori".

Comunque", disse il governatore, "se e quando si produrrà dell'uva, portamene un po'. Questo naturalmente se entrambi saremo sfuggiti alla spada della morte che ad ogni momento ci sovrasta".

E proseguì il suo cammino.

Dopo alcuni anni la vigna cominciò a produrre uva squisita. L'uomo riempì un capace paniere con i grappoli più belli e si recò al palazzo.

Il Comandante dei Fedeli lo ricevette e gli fece un ricco dono in oro.

Si sparse la voce: "Un contadino di poco conto ha ricevuto una grossa somma in cambio di un paniere d'uva".

Una certa donnetta ignorante, avendo sentito queste voci, immediatamente riempì un paniere dell'uva di sua produzione e si presentò alla guardia del palazzo dicendo: Io domando la stessa ricompensa che ebbe l'uomo di stamattina. Ecco la mia. frutta. Se il re dà del denaro in cambio di frutta, ecco la frutta".

Al Comandante dei Fedeli fu riferito questo e la sua risposta fu: “Sia cacciato via chi agisce per imitazione, con tutta la sua arroganza, tipica di chi imita senza avere indagato”. La donna fu messa alla porta, ma restò così seccata che non si prese il disturbo di chiedere al vignaiolo come fossero realmente andate le cose.


Storia Sufi di Abdul-Qadiri di Gilan

venerdì 5 giugno 2026

 Sei una parte del mondo. Se arricchisci il tuo spirito, arricchisci il mondo.


Alejandro Jodorowsky

giovedì 4 giugno 2026

 CAMMINA SULLE TUE GAMBE Storia Zen


A un discepolo che pregava incessantemente, il maestro disse:

"Quando smetterai di appoggiarti a me e ti reggerai sulle tue gambe?".

Il discepolo era sbalordito:

"Ma proprio tu ci hai insegnato a guardare ai maestri come a dei padri!".

“E quando imparerai che un padre non è qualcuno a cui appoggiarsi,

ma qualcuno che ti libera dalla tendenza ad appoggiarti?"