Il maestro della perfezione è l'errore.
Il maestro della salute è la malattia.
Il maestro della nutrizione è il digiuno.
Alejandro Jodorowsky
Una libertà vera, assoluta, è tale solo se non dipende da nient’altro, é “Incondizionata”.
Il risveglio non è un’esperienza straordinaria, nuova, che prima non c’era e soltanto in seguito, grazie alla pratica meditativa, viene “prodotta” o “raggiunta”, perché tutto ciò che si può ottenere, prima o poi andrà perduto.
Se esiste, l’incondizionato deve essere fin dall’inizio sempre presente e accessibile, senza eccezioni.
La reale situazione è più simile a quella di chi, pur essendo di fatto un uomo libero, sogni di trovarsi in carcere.
Il risveglio è il semplice dissolversi di questa illusione, grazie a uno spontaneo vedere (da parte di nessuno) l’irrealtà di un io separato: è l’Essere stesso (o, se preferite, l’universo) a creare e dissolvere questa illusione nella sua danza incessante, mentre fin dall’inizio non esiste alcun sé individuale ed autonomo in grado di “praticare” un metodo per “raggiungere” una Totalità da cui, in effetti, non è mai stato separato.
Ma, finché sussiste l’apparenza di un io isolato e limitato, continuerà a sopravvivere anche l’idea illusoria di poter raggiungere uno stato permanente di liberazione da questa (inesistente) prigione.
Ecco perché la ricerca del risveglio tramite la meditazione è un’ennesima storia inventata dalla mente, come anche l’idea illusoria che la vita sia una prigione da cui occorra evadere in cerca di un paradisiaco “altrove”.
Non è possibile “raggiungere” il luogo dove già si è, così come non ci si può “avvicinare” allo spazio in cui siamo immersi.
Mauro Bergonzi "Il sorriso segreto dell’essere"
OMBRE
Ci sono quei giorni in cui ci si sente tristi, magari senza motivi particolari.
In quei momenti di "buio" non c'è da correre ai ripari, non c'è da distrarsi o peggio medicalizzare alcunché.
C'è questa strana fretta di liberarsi dall'ombra... questo atteggiamento è una forma di violenza verso se stessi, un rifiuto di attraversare ciò che va semplicemente attraversato.
L'ombra non è qualcosa da estirpare, chi rifiuta la propria ombra non diventa affatto luminoso, ma cieco.
Non sei tu quella tristezza. Sei ciò che la osserva sorgere e dissolversi, se solo hai il coraggio di non intervenire subito, di non etichettarla come nemica.
Chi attraversa l'ombra senza combatterla, si rafforza, torna diverso.
L'uomo contemporaneo non ha la capacità di stare fermo nel proprio malessere anche solo per un pomeriggio. Vuole la soluzione immediata. E così facendo perde l'unica cosa che quella giornata no gli stava offrendo, ovvero la possibilità di conoscersi.
WI
Finché proiettiamo la nostra Ombra Aurea sugli altri, rimarremo spettatori della nostra stessa vita, trasformando guide e maestri in divinità incrollabili. Il processo di individuazione richiede il coraggio di ritirare quella proiezione e diventare noi stessi l'autorità che cerchiamo.
Marie-Louise von Franz
Domandarono a Confucio: «Dove cominceresti se dovessi governare il popolo?»
«Migliorerei l'uso del linguaggio», rispose il maestro.
Gli ascoltatori rimasero sorpresi: «Ma non c'entra con la nostra domanda – dissero – che significa migliorare l'uso del linguaggio?»
E Confucio rispose:
«Se il linguaggio non è preciso, ciò che si dice non è ciò che si pensa; e se ciò che si dice non è ciò che si pensa, le opere non si realizzano; ma se non si realizzano le opere, non progredirà né morale né arte; e se arte e morale non progrediscono, la giustizia non sarà giusta, la nazione non conoscerà il fondamento su cui si fonda e il fine a cui tende.
Perciò non si tolleri alcun arbitrio nelle parole. Ecco il problema primo e fondamentale.»
Il linguaggio
Confucio
Tutti voi conoscete quella sensazione che si prova quando si vuole pronunciare un nome o una parola che si conosce benissimo, ma che semplicemente non viene in mente; per poi riaffiorare alla memoria qualche tempo dopo.
Dipendiamo interamente dalla benevola collaborazione del nostro inconscio. Se esso non collabora, siamo completamente perduti.
Pertanto sono convinto che non possiamo fare molto in termini di invenzione cosciente; sopravvalutiamo il potere dell’intenzione e della volontà.
C. G. Jung