sabato 11 luglio 2026

 LA STANZA DEGLI SPECCHI


Un uomo pieno di sé fece ricoprire di specchi le pareti e il soffitto della sua stanza più bella. Spesso vi si rinchiudeva, contemplava la propria immagine, si ammirava minuziosamente, sopra, sotto, davanti, dietro. Si sentiva tutto ringagliardito, pronto ad affrontare il mondo.


Un mattino, lasciò la stanza senza chiudere la porta. Vi entrò il suo cane che, vedendo altri cani, li annusò; dato che essi lo annusavano, ringhiò; dato che essi ringhiavano, li minacciò; dato che minacciavano, abbaiò avventandosi su di essi. Fu una lotta spaventosa: le battaglie contro se stessi sono le più terribili che ci siano! Il cane morì, sfinito.


Un asceta passava di là mentre il padrone del cane, desolato, faceva murare la porta della stanza degli specchi.


Questo luogo può insegnarti molto, gli disse, lascialo aperto.


Che intendi dire ?


"Il mondo è neutro quanto i tuoi specchi. A seconda che siamo ammirativi o ansiosi, esso ci rimanda ciò che gli diamo. Se sei felice, il mondo lo è. Se sei inquieto, lo è anch'esso. Vi combattiamo incessantemente i nostri riflessi e moriamo nello scontro. Questi specchi ti aiutino a capire: in ogni essere e in ogni istante, felice, facile o difficile, non vediamo né le persone né il mondo, ma la nostra sola immagine. Se lo capisci, ogni paura, ogni rifiuto, ogni lotta ti abbandoneranno."


Racconti dei saggi dell'India

venerdì 10 luglio 2026

 La rabbia è come il fuoco, può essere spenta facilmente quando è piccola ma diventa difficile da spegnere quando è radicata in profondità. 


Lama Gangchen Rinpoche

giovedì 9 luglio 2026

 Mi sembra vano voler educare gli uomini con le parole e l’istruzione. Bisognerebbe commuoverli, perché solo quelli che sono commossi possono commuovere.


Carl Gustav Jung

martedì 7 luglio 2026

 Non cercare di trattenere i pensieri che passano, e non cercare di scacciarli. Lasciali venire, lascia che rimangano se vogliono, e lasciali andare. Tu rimani la spaziosità che li ospita.


Dogen

lunedì 6 luglio 2026

domenica 5 luglio 2026

 LA VIA  

Racconto Zen


Una volta un filosofo andò da un maestro zen e gli domandò: “Qual è la via?”. 

Il maestro guardò le colline davanti a lui e rispose: “Queste colline sono molto belle!”. 

Deluso e frustrato, il filosofo se ne andò e il maestro scoppiò in una grande risata.

Un discepolo allora disse: 

“Maestro, quell’uomo deve aver pensato che sei matto” e il maestro rispose: 

“Uno di noi due certamente lo è: o è matto lui, o sono matto io, perché non si possono fare domande di tal genere. Non si possono fare domande sulla via; sul sentiero si può solo viaggiare. Nel viaggio si scopre la via. Non esiste già bella e pronta; non è come strada maestra, pronta lì ad aspettarti. La via non è così, altrimenti sarebbero tutti arrivati da un pezzo. Se la via fosse già pronta, sarebbero tutti arrivati alla fine del viaggio. La via si definisce nel viaggio. Nel momento in cui cominci a viaggiare, si crea la via. La via fuoriesce da te, è come la tela del ragno, la via passa attraverso di te. Tu la crei e poi ci viaggi e più viaggi, più continui a crearla. Ricordati che la via scompare con te. Nessun altro potrà percorrerla di nuovo. Non la si può prendere in prestito da altri. Solo gli stupidi fanno domande del genere: ‘qual è la via?’. Tu sei la via!”.

Allora il discepolo disse: “ho capito, ma cosa c’entrano le colline?”. 

Il maestro rispose: “Un maestro deve parlarti delle colline, perché se non le oltrepassi, non potrai trovare la strada. Oltre quelle colline è la via. E le colline sono così belle che nessuno vuole lasciarle, sono così incantevoli, così affascinanti, che tutti ci si perdono, mentre la via è oltre le colline”.

sabato 4 luglio 2026

 Il valore della tecnica


Un novizio era stato ammesso in un Ordine Sufi 

Tuttavia, dopo qualche tempo non aveva ancora ricevuto precise istruzioni. Conversava con gli altri discepoli, questo sì,

ma senza praticare alcuna attività di gruppo. A volte aveva persino l'impressione che non ve ne fossero. "Chissà quale tecnica coltiva il maestro!", pen sò. "E quando me ne metterà al corrente! Forse in quest'Ordine si celebrano riti segreti. Ma quando? Mi sembra di non lasciare mai i miei confratelli, durante la giornata!".

All'improvviso, il giovane prese una decisione. Fino a nuove indicazioni, avrebbe praticato il tipo di meditazione della scuola cui era affiliato prima. Così non avrebbe perso tempo. Si sedette sulle ginocchia, il corpo eretto e le mani appoggiate alle gambe. Rimase immobile nella stessa posizione per parecchie ore, senza che nessuno ci facesse caso.

A un certo punto, le gambe cominciarono a do lergli. Ma il novizio non si arrese: dopotutto, per severando avrebbe attinto un livello di coscienza più elevato!

La mattina dopo nutrì alcuni dubbi su quel tipo di pratica, ritenendo che non facesse al caso suo, e andò a riferire al maestro: "Forse è meglio che digiuni, o mi dedichi all'ascesi?".

Quello diede una risposta imprevedibile: "Ma con chi ce l'hai? Intendo dire, quale parte di te vuoi tormentare?".

Il discepolo rimase sconcertato.


101 storie sufi 

venerdì 3 luglio 2026

 La domanda "Chi sono io?" non è fatta per ottenere una risposta, la domanda "Chi sono io?" è fatta per dissolvere chi la pone. 


Sri Ramana Maharshi

giovedì 2 luglio 2026

 Ci sono quattro strade che possono portarti dove vuoi andare. 

La prima ti conduce dove ti manda il tuo primo pensiero. 

Non è la strada giusta. Rifletti un poco. 

Affronti allora la seconda. Rifletti nuovamente ma non scegliere ancora. 

Alla terza riflessione riepiloga i due primi pensieri e aspetta ancora.  

Finalmente, alla quarta riflessione tu sarai sulla strada giusta. Così non rischierai più nulla. 

Qualche volta, lascia passare una giornata prima di risolvere il tuo problema.


Adagio Indiano

mercoledì 1 luglio 2026