sabato 1 marzo 2025

 "Siate attenti ad ogni parola che pronunciate, perché nella natura c'è sempre uno dei quattro elementi -la terra, l'acqua, l'aria o il fuoco- che aspetta il momento in cui potrà rivestire di materia tutto ciò che esprimete. 

La realizzazione si verifica spesso molto lontano dalla persona che ne ha fornito i germi, ma si verifica infallibilmente. 

Così come il vento trasporta le sementi spargendole lontano, le vostre parole prendono il volo e vanno a produrre in qualche punto dello spazio risultati buoni o cattivi. 

Perciò, abituatevi a parlare con amore ai fiori, agli uccelli, agli alberi, agli animali e agli esseri umani, perché questa è un'abitudine divina. 

Chi sa pronunciare parole che riscaldano, vivificano, ispirano e accendono il fuoco sacro, possiede una bacchetta magica nella propria bocca".


Omraam Mikhaël Aïvanhov 

venerdì 28 febbraio 2025

 Quando il carattere di un uomo ti sembra indecifrabile, guarda i suoi amici.


Adagio giapponese

giovedì 27 febbraio 2025

 Se vuoi un vero controllo, abbandona l'illusione del controllo; lascia che la vita ti abbia. Lo fa, comunque. Ti stai solo raccontando la storia di come non lo fa. 


K. Byron

mercoledì 26 febbraio 2025

 È la nostra mente, e solo quella,

che ci incatena o ci rende liberi.


Dilgo Khyentse Rinpoche


martedì 25 febbraio 2025

La vera meditazione non consiste nel padroneggiare una tecnica; consiste nel lasciar andare il controllo. 


Adyashanti

lunedì 24 febbraio 2025

 Tutti sanno che la goccia si fonde nell'oceano, ma pochi sanno che l'oceano si fonde nella goccia. 


Kabir

domenica 23 febbraio 2025

 "Oh, è difficile trovare la traccia divina in mezzo alla vita che facciamo, in questo tempo così soddisfatto, così borghese, così privo di spirito, alla vista di queste architetture, di questi negozi, di questa politica, di questi uomini! Come potrei non essere un lupo della steppa, un sordido anacoreta in un mondo del quale non condivido alcuna mèta, delle cui gioie non vi è alcuna che mi arrida? Non resisto a lungo né in un teatro né in un cinema, non riesco quasi a leggere il giornale, leggo raramente un libro moderno, non capisco quale piacere vadano a cercare gli uomini nelle ferrovie affollate e negli alberghi, nei caffè zeppi dove si suonano musiche asfissianti e invadenti, nei bar e nei teatri di varietà delle eleganti città di lusso, nelle esposizioni mondiali, alle conferenze pei desiderosi di cultura, nei grandi campi sportivi: non posso condividere, non posso comprendere queste gioie che potrei avere a portata di mano e che mille altri si sforzano di raggiungere. 


Ciò che invece mi accade nelle rare ore di gioia, ciò che per me è delizia, estasi ed elevazione, il mondo lo conosce e cerca e ama tutt'al più nella poesia: nella vita gli sembrano pazzie. Infatti se il mondo ha ragione, se hanno ragione le musiche nei caffè, i divertimenti in massa, la gente americana che si contenta di così poco, vuol dire che ho torto io, che sono io il pazzo, il vero lupo della steppa, come mi chiamai più volte, l'animale sperduto in un mondo a lui estraneo e incomprensibile, che non trova più la patria, l'aria, il nutrimento."


Il lupo della steppa

Hermann Hesse