Non chiuderti, non chiudere e non farti chiudere.
Adagio zen
L'ORO E IL DITO da LA TAZZA E IL BASTONE - STORIE ZEN
I Koan: sono un problema che, nello Zen Sola, il maestro assegna ai discepoli e la cui soluzione non può esser trovata intellettualmente, bensì intuitivamente.
Nell'antica Cina viveva, nei recessi di un monte, un eremita, Senrin, che possedeva doti magiche.
Un giorno, gli fece visita un vecchio amico. Senrin, felice di accoglierlo, gli offrì la cena e un riparo per la notte.
L'indomani, prima che partisse, volle offrirgli un dono. Prese una pietra e, sfiorandola con un dito, la trasformò in oro puro. Ma vedendo che l'amico non era ancora soddisfatto, Senrin alzò la mano verso un'enorme roccia, che divenne anch'essa d'oro. Ma neppure allora l'amico sorrise.
«Che desideri dunque?» domandò Senrin.
L'amico gli rispose: «E il tuo dito che voglio».
L'UOMO CHE ANDAVA FACILMENTE IN COLLERA storia sufi
Un uomo che si arrabbiava facilmente si rese conto, dopo molti anni, a che punto questa tendenza gli aveva reso la vita difficile.
Un giorno sentì parlare di un derviscio di grande conoscenza, dal quale si recò per chiedere consiglio.
"Va' all'incrocio che ti indicherò", disse il derviscio. "Vedrai un albero inaridito: siediti sotto l'albero e offri dell'acqua a tutti coloro che passeranno".
L'uomo fece ciò che gli era stato detto. Passarono molti giorni, ed egli si guadagnò una reputazione di asceta che si imponeva una severa disciplina di carità e autocontrollo, sotto la guida di un uomo di vera conoscenza.
Un giorno, un passante frettoloso voltò la testa dall'altra parte quando gli fu offerta l'acqua, e proseguì per la sua strada. L'uomo che si arrabbiava facilmente gli gridò a più riprese: "Vieni, ricambia il mio saluto! Prendi un po' di quest'acqua che do a tutti i visitatori!".
Ma non ottenne risposta.
Sconvolto da quel comportamento, il nostro uomo dimenticò completamente la sua disciplina. Imbracciò il fucile, che era appeso all'albero inaridito, prese di mira quel passante indifferente e premette il grilletto: l'altro cadde a terra stecchito.
Nel momento stesso in cui la pallottola attraversò il suo corpo, alcuni fiori sbocciarono gioiosamente sull'albero inaridito, come per miracolo.
Colui che era stato appena ucciso era un assassino che si stava accingendo a commettere il peggiore di tutti i crimini della sua già lunga carriera di criminale.
Ci sono due tipi di consiglieri.
I primi dicono che bisogna agire in base a certi principi prestabiliti da seguire meccanicamente.
I secondi sono gli uomini di conoscenza.
Coloro che incontrano l'uomo di conoscenza gli chiederanno consigli moralistici e lo prenderanno per un moralista. Ma egli è al servizio della Verità, non dei pii desideri.
Si dice che il maestro derviscio di questa storia sia Najmudin Kubra, uno dei più grandi santi sufi. Fondò l'Ordine dei Kubravi (i 'Fratelli Maggiori') che somiglia molto all'ordine fondato successivamente da san Francesco. Come il santo di Assisi, Najmudin aveva la reputazione di esercitare uno strano potere sugli animali.
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Secondo il punto di vista buddista, la mente è la creatrice del mondo. Crea tutto, anche la nostra felicità e i nostri problemi. Tuttavia, nemmeno il potenziale della mente di creare fenomeni ha un carattere autoesistente. Tale potenziale esiste a causa della natura non duale della mente, a causa dell'unità della natura assoluta e non autoesistente della mente e della sua natura relativa e interdipendente. Questa natura non è qualcosa che dobbiamo inventare; è già qui. Dobbiamo solo riconoscerla.
Lama Thubten Yeshe