DAMMI LA TUA MANO... PRENDI LA MIA MANO. *
Un giorno, degli amici organizzarono una merenda sul prato alla quale invitarono Nasreddin Hodja.
Fu scelta una campagna reputata molto suggestiva per bellezza del posto e la cordialità dei suoi abitanti.
Il buon umore regnava nel gruppo e i giochi seguivano il loro corso.
La colazione sull'erba fu splendida.
Disgraziatamente il loro intrattenimento fu interrotto da un banale incidente che fece accorrere i gitanti verso un bacino di acqua non lungi da li.
Uno sconosciuto era scivolato sul suolo bagnato ed era caduto nell'acqua che in quel punto pareva molto profonda e melmosa.
Tutti si diedero da fare per portargli soccorso.
- Dammi la tua mano ... dammi la tua mano ! gli gridavano.
Nessuna reazione da parte del malcapitato che, non sapendo nuotare, non faceva che ingoiare acqua.
Stava quasi per annegare quando si vide arrivare Hodja.
Egli non appena vide il viso del poveruomo, lo riconobbe.
Disse subito alla folla : - Voi altri, ritiratevi, lasciatemi fare.
E stendendo la mano destra verso l'uomo che si dibatteva
- Prendi la mia mano ... prendi la mia mano ... prendi ... prendi..
Lo sconosciuto, con un ultimo sforzo, si aggrappò alla mano tesa di Hodja che lo tirò senza sforzo fuori dal bacino.
I curiosi che si erano raggruppati nel frattempo, s’interrogavano ad alta voce :
- Noi anche gli abbiamo teso le mani, senza alcun risultato, mentre invece con Hodja le cose sono andate diversamente. A cosa é dovuto ciò ?
Nasreddin Hodja rispose: - E' molto semplice. Io lo conosco da molto tempo. E' un uomo di un'avarizia unica che non ha l'abitudine di donare, ma di voler sempre prendere.
A quelli che hanno detto: “Dammi la tua mano”, si é mostrato recalcitrante, ma quando io gli ho
gridato: - “Prendi la mia mano prendi" l'effetto è stato sfolgorante! egli l‘ha presa subito subito pensando forse che fosse un bel sacco d'oro !
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