giovedì 6 febbraio 2025



CONTROLLO E STRESS IN AZIENDA: DOVE TI TROVI?

Negli anni ho visto molte realtà aziendali e, con esse, manager e professionisti bloccati in dinamiche che li logorano o, al contrario, li fanno crescere. Ho notato che il livello di stress dipende quasi sempre da due fattori: quanta pressione subisci e quanta libertà hai nel gestirla. Quando questi due elementi si combinano, emergono quattro situazioni molto diverse.

Ci sono aziende in cui i manager finiscono per annoiarsi. Persone capaci, con esperienza, che però si trovano in ruoli troppo stretti. Nonostante abbiano le competenze per fare molto di più, ricevono richieste minime. All’inizio può sembrare una situazione comoda, ma alla lunga diventa frustrante. Ti senti sprecato, poco riconosciuto, e giorno dopo giorno la motivazione cala.

Poi ci sono quei contesti in cui lo stress è sano, persino stimolante. Qui le richieste sono alte, ma lo sono anche le risorse e l'autonomia. Ho visto manager brillare in situazioni del genere: sentono di avere il controllo, accettano la fatica perché ha un senso, perché li fa crescere. È uno stress che attiva, non che consuma.

Ma non sempre le cose funzionano così. In tante realtà aziendali, la pressione è alta ma il controllo è scarso. Vengono chiesti risultati importanti senza fornire strumenti adeguati o margine di manovra. Qui lo stress diventa velenoso: ansia, senso di impotenza, fatica che si accumula. Se la situazione non cambia, il rischio di burnout è altissimo.

Infine, ho incontrato anche aziende dove tutto è piatto. Non ci sono sfide, né margine di azione. Sembra un porto sicuro, ma in realtà è un lento spegnersi. Senza stimoli, senza obiettivi reali, la passività prende il sopravvento e le persone smettono di dare il meglio.

E tu, in quale di questi scenari ti ritrovi? E soprattutto, dove vorresti essere?

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