«A non pochi accade di essere chiamati dalla propria voce interiore; allora essi diventano immediatamente diversi dagli altri e si sentono posti di fronte a un problema che gli altri ignorano. Di solito è impossibile spiegare ai propri simili che cosa sia accaduto, perché tenacissimi pregiudizi impediscono loro qualsiasi comprensione. “Siamo come tutti gli altri”, “una cosa del genere non esiste”, о se esiste naturalmente è “morbosa”, estremamente inopportuna, inoltre è una “terribile presunzione pensare che una cosa del genere possa avere un significato”.
Più la personalità è modesta, infatti, più diventa indefinita e inconscia, e lentamente sfuma fino a confondersi con la società, rinunciando così alla propria integrità, per risolversi nella totalità del gruppo. Al posto della voce dell’interiorità subentra la voce del gruppo sociale, e la vocazione cede il passo ai bisogni collettivi.»
Carl Gustav Jung
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