UN SUFI DEL PAMIRISTAN
A un sufi del Pamiristan, Khwaja Tufa, fu chiesto perché permettesse alla gente di elogiarlo.
Egli rispose: "Alcuni lodano, altri attaccano.
Noi non siamo responsabili per quelli che lodano, non più di quanto lo siamo per quelli che sono ostili. Essi sono completamente indipendenti da noi e, in ogni caso, non ci danno veramente retta.
Opporsi a chi non presta attenzione è un'attività senza senso. Alcuni di coloro che né ci lodano né ci attaccano lavorano con noi e si sentono con noi. Voi non li vedete, così vi preoccupate di adulatori e di detrattori. Questo è una specie di bazar, in cui la gente si comporta come se stesse comprando o vendendo. L'attività reale vi è invisibile. "Badare alle lodi e agli attacchi è prendere in considerazione le cose irrilevanti. Le inezie sono spesso più impressionanti delle cose importanti. Interessarsi di ciò che colpisce, piuttosto che di ciò che è significativo, è abituale, ma inutile.
"E non dimenticate ciò che una volta disse Zilzilavi: "«Incoraggio gli sciocchi a lodarmi. Quando spingono le cose all’eccesso, hanno finalmente un'opportunità di osservare la stupidità dell'esagerazione. Al tempo stesso, quelli che sono disgustati dall'adulazione mi sfuggiranno, pensando che io incoraggi le lodi perché desidero essere lodato. Ma se mancano a tal punto di intuizione da giudicare solo in base alle apparenze, li devo evitare, perché non sono utile per loro. "Il modo migliore di evitare è quello di far sì che colui che vogliamo evitare ci eviti di sua volontà”»
Idries Shah
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