domenica 5 ottobre 2025

 Il vero valore dell’anello


“Sono venuto qui, maestro, perché mi sento così inutile che non ho voglia di fare nulla. Mi dicono che sono un inetto, che non faccio bene niente, che sono maldestro e un po’ tonto. Come posso migliorare? Che cosa posso fare perché mi apprezzino di più?”


Il maestro gli rispose, senza guardarlo: “Mi dispiace, ragazzo. Non ti posso aiutare, perché prima ho un problema da risolvere. Dopo, magari…”. E dopo una pausa aggiunse: “Ma se tu mi aiutassi, magari potrei risolvere il mio problema più in fretta e dopo aiutare te”.


“Con piacere, maestro” disse il giovane esitante, sentendosi di nuovo sminuito visto che la soluzione del suo problema era stata rimandata per l’ennesima volta.


“Bene” continuò il maestro. Si tolse un anello che portava al mignolo della mano sinistra e, porgendolo al ragazzo, aggiunse: “Prendi il cavallo che c’è là fuori e va’ al mercato. Ho bisogno di vendere questo anello perché devo pagare un debito. Vorrei ricavarne una bella sommetta, per cui non accettare meno di una moneta d’oro. Va’ e ritorna con la moneta d’oro il più presto possibile.


Il giovane prese l’anello e partì. Appena fu giunto al mercato iniziò a offrire l’anello ai mercanti, che lo guardavano con un certo interesse finché il giovane diceva il prezzo.


Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni si mettevano a ridere, altri giravano la faccia dall’altra parte e soltanto un vecchio gentile si prese la briga di spiegargli che una moneta d’oro era troppo preziosa in cambio di un anello. Pur di aiutarlo, qualcuno gli offrì una moneta d’argento e un recipiente di rame, ma il giovane aveva istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutò l’offerta.


Dopo avere offerto il gioiello a tutte le persone che incrociava al mercato – e saranno state più di cento- rimontò a cavallo demoralizzato per il fallimento e intraprese la via del ritorno.


Quanto avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per regalarla al maestro e liberarlo dalle sue preoccupazioni! Così finalmente avrebbe ottenuto il suo consiglio e l’aiuto.


Entrò nella sua stanza: “Maestro” disse “mi dispiace. Non è possibile ricavare quello che chiedi. Magari sarei riuscito a ottenere due o tre monete d’argento, ma credo di non poter ingannare nessuno riguardo il vero valore dell’anello.”


“Quello che hai detto è molto importante, giovane amico” rispose il maestro sorridendo. “Prima dobbiamo conoscere il vero valore dell’anello. Rimonta a cavallo e vai dal gioielliere. Chi lo può sapere meglio di lui? Digli che vorresti vendere l’anello e chiedigli quanto ti darebbe. Ma non importa quello che ti offre: non glielo vendere. E ritorna qui con il mio anello.”


Il giovane riprese di nuovo a cavalcare.


Il gioielliere esaminò l’anello alla luce della lanterna, lo guardò con la lente, lo soppesò e disse al ragazzo:


“Dì al maestro, ragazzo, che se vuole vendere oggi stesso il suo anello, non posso dargli più di cinquantotto monete d’oro”.


“Cinquantotto monete?” esclamò il giovane.


“Sì” rispose il gioielliere. “Lo so che avendo più tempo a disposizione potremmo ricavare circa settanta monete d’oro, ma se ha urgenza di vendere…”


Il giovane si precipitò dal maestro tutto emozionato a raccontargli l’accaduto.


“Siediti” disse il maestro dopo averlo ascoltato. “Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?”


E così dicendo si infilò di nuovo l’anello al mignolo della mano sinistra.


 “Lascia che ti racconti” di Jorge Bucay


sabato 4 ottobre 2025

 LIBERTÀ DALLE OPINIONI


Un giorno un re riunì alcuni ciechi e propose loro di toccare un elefante per constatare come fosse fatto. Alcuni afferrarono la proboscide e dissero: «Abbiamo capito: l'elefante è simile a un timone ricurvo». Altri tastarono gli orecchi e dichiararono: «È simile a un grosso ventaglio». Quelli che avevano toccato una zanpa dissero: «Assomiglia a un pestello». Quelli che avevano accarezzato la testa dissero: «Assomiglia a un monticello». Quelli che avevano tastato il fianco dichiararono: «È simile a un muro». Quelli che avevano toccato una gamba dissero: «È simile a un albero». Quelli che avevano preso la coda dissero: «Assomiglia a una corda»,

Ognuno era convinto della propria opinione. E, a poco a poco, la loro discussione divenne una rissa.

Il re si mise a ridere e commentó: «Questi ciechi discutono e altercano. Il corpo dell'elefante è naturalmente unico, e sono solo le differenti percezioni che hanno provocato le loro diverse valutazioni e i loro errori»

venerdì 3 ottobre 2025

 Niente ci invischia di più in mali peggiori che l'adeguarci al costume del volgo, ritenendo ottimo ciò che approva la maggioranza, e il copiare l'esempio dei molti, vivendo non secondo ragione ma secondo la corrente.


Seneca

giovedì 2 ottobre 2025

 I problemi che rimangono persistentemente insolubili dovrebbero essere sempre pensati come a delle domande poste nel modo sbagliato. 


Alan Watts

mercoledì 1 ottobre 2025



Quando parli in pubblico tutti vogliono la stessa cosa: attenzione.

E tutti hanno lo stesso nemico: la paura di non averla.

Il paradosso è che più temi di perderla, più la perdi.

Perché la paura ti fa chiudere, e quando ti chiudi… non dai niente.

E se non dai, non ricevi.

In inglese si dice to pay attention: pagare attenzione.

Chi ascolta paga. Ma solo se sente che tu hai avuto il coraggio di pagare per primo: con la tua presenza, la tua intenzione, persino con le tue imperfezioni.

È questo il vero segreto del parlare in pubblico.


https://www.iltemporitrovato.org/corsi/comunicazione/arte-parlare-pubblico/corso-arte-parlare-pubblico-lecco/

Renditi conto che il tuo mondo è solo un riflesso di te stesso e smetti di trovare difetti nel riflesso. 

Prenditi cura di te stesso, mettiti in riga; mentalmente ed emotivamente e il riflesso del mondo seguirà automaticamente. 


Sri Nisargadatta Maharaj

martedì 30 settembre 2025

 La meditazione non ti trasporterà in un altro mondo, ma ti rivelerà le dimensioni più profonde e meravigliose del mondo in cui già vivi. 

Maestro Zen Hsing Yun

lunedì 29 settembre 2025

 Poiché sei umano, non dire cosa può succedere domani; perché più veloce del battere delle ali di una mosca, è il mutare delle cose umane.


Adagio zen

domenica 28 settembre 2025

 "Meditazione significa essere consapevoli di ogni pensiero e di ogni emozione, senza mai dire se è giusto o sbagliato, ma semplicemente osservarli e muoversi con essi. In questa osservazione, si inizia a comprendere l'intero movimento del pensiero e dell'emozione. E da questa consapevolezza nasce il silenzio." 


J. Krishnamurti

sabato 27 settembre 2025

 L'UCCELLO E L'UOVO 

Storia sufi


C'era una volta un uccello che non poteva volare.

Come un pollo, si spostava qua e là a piccoli passi, senza ignorare, naturalmente, che alcuni uccelli volavano.

Il caso volle che, per uno strano concorso di circostanze, il nostro uccello dovesse covare l'uovo di un uccello che volava.

Al momento opportuno, in possesso della latente capacità di volare che aveva sempre avuto fin dall'inizio della sua esistenza nell'uovo, l'uccellino usci dal guscio.

Un giorno chiese alla madre adottiva: "Quando volerò?".

"Persisti nei tuoi tentativi di volare, come fanno gli altri", rispose l'uccello che non poteva volare. Sarebbe stato incapace di dargli lezioni di volo, e non sapeva neanche come spingerlo fuori dal nido per dargli l'opportunità di imparare.

È strano, in un certo senso, che l'uccellino non si rendesse conto di ciò.

La sua valutazione della situazione era falsata dal senso di gratitudine che provava nei confronti dell'uccello che lo aveva covato.

"Senza il suo aiuto", si diceva, "oggi sarei sicuramente ancora dentro l'uovo".

Talvolta si diceva anche: "Chi ha saputo farmi nascere saprà sicuramente insegnarmi a volare.

Sarà indubbiamente questione di tempo, oppure dipenderà dai miei soli sforzi o da qualche saggezza superiore ... Sì, è così! Un giorno sarò improvvisamente trasportato allo stadio successivo da colui che mi ha portato fin qui".