Alla fine ci renderemo conto che la felicità era quella che avevamo dato.
A. Jodorowsky
Esistono tre modi con cui l’uomo tenta di superare il senso di solitudine: la sessualità, il conformismo e l’attività creativa. Nel primo caso in risultato è un sempre crescente senso d’isolamento, poiché l’atto sessuale, senza amore, non riempie mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo assolutamente momentaneo.
La soluzione più frequente scelta dall’uomo è l’unione col gruppo. Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore della solitudine. L’unione ottenuta mediante il conformismo, non è intensa né profonda; è superficiale e, poiché è il risultato della routine, è insufficiente a placare l’ansia della solitudine.
Un terzo modo per raggiungere l’unione è l’attività creativa: sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, l’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione. Questo, tuttavia, vale solo per il lavoro produttivo, per il lavoro nel quale io progetto, produco, vedo il risultato della mia fatica. Ma nel moderno processo di lavoro, il dipendente, anello di una catena senza fine, è un’appendice della macchina o dell’organizzazione burocratica.
Erich Fromm,
l’arte di amare
'Spesso ci si sente chiedere: "In cosa credi? A quale cerchia appartieni?". Ma come si può chiudere l’infinito in un’etichetta? Io non sono musulmano, né induista, né cattolico. Sono un esploratore di ciò che sperimento direttamente, momento dopo momento.
Ritengo che il rapporto con il sacro sia una faccenda estremamente intima, un segreto tra l'individuo e l'universo. Per questo diffido delle istituzioni e di chi cerca di venderti una verità confezionata, di chi vuole convertirti o evangelizzarti.
La mia dimensione non è fatta di proselitismo, ma di meditazione, di raccoglimento e di un profondo, necessario silenzio. È lì, e solo lì, che si incontra davvero il creato.'
Franco Battiato