L'UOMO GIUDICA UN ALTRO IN BASE AL SUO LIVELLO DI ESSERE
Insegnando, com'era solito fare, durante le comuni faccende della vita, lo sceicco Abu Tahir Harami un giorno arrivò sul suo asinello nella piazza del mercato avendo un discepolo che lo seguiva.
Vedendolo, un uomo esclamò: "Guardate, arriva il vecchio miscredente! ".
L'allievo di Haram, montato in collera, si mise a gridare contro l'offensore. In poco tempo si sviluppò una violenta discussione.
Il Sufi calmò il proprio discepolo, dicendo: "Se solo farai cessare questo tumulto, ti mostrerò come puoi fare a sfuggire questo genere di seccature".
Insieme andarono in casa del vecchio Sufi. Lo sceicco disse al suo seguace di portargli una scatola piena di lettere. “Guarda queste. Sono tutte lettere indirizzate a me. Ma sono stilate in termini diversi. Qui qualcuno mi chiama: 'Sceicco dell'Islam': qui 'Sublime Maestro'. Un altro dice che io sono 'Il Saggio dei Santuari Gemelli'; e vi sono tanti altri ancora. "Osserva come ognuno mi configura rivelando com'egli è in quel momento.
MA IO NON SONO NIENTE DI TUTTO CIÒ. Ogni uomo giudica l'altro perché pensa che sia come lui.
Ed è questo che ha fatto quel poveretto del mercato poco fa.
Eppure tu te ne sei adombrato. Perché? dato che questa è la regola generale della vita?".