domenica 4 gennaio 2026

 L'uomo moderno vive in uno stato di bassa vitalità. Benché in genere non soffra profondamente, conosce ben poco della vera vita creativa. In compenso, è divenuto un automa pieno di angosce. Il mondo gli offre vastissime opportunità di accrescimento e godimento, ma lui girovaga senza meta, senza sapere cosa desidera realmente e, quindi, completamente incapace di immaginare come ottenerlo. Non si accinge all'avventura della vita con entusiasmo e tantomeno con ardore. Sembra credere che il momento del divertimento, del piacere, della crescita e dell'apprendimento, sia l'infanzia e la giovinezza, e abdica alla vita stessa quando raggiunge la 'maturità'. Fa finta di essere impegnato, ma la sua espressione facciale indica la mancanza di qualunque interesse reale. Di solito è impassibile, annoiato, distaccato o irritato. Sembra aver perso ogni spontaneità, ogni capacità di sentire e di esprimersi direttamente e in modo creativo. E' bravissimo nel parlare dei suoi guai e del tutto incapace a tener loro testa. Ha ridotto la vita stessa a una serie di esercizi verbali e intellettuali, si annega in un mare di parole. Al processo del vivere ha sostituito le spiegazioni psichiatriche e pseudopsichiatriche della vita. Passa un tempo infinito a cercare di riafferrare il passato o di plasmare il futuro. Le sue attività attuali sono semplicemente compiti fastidiosi di cui deve sbarazzarsi.. Talvolta non è nemmeno consapevole delle sue azioni del momento.


Fritz Perls

sabato 3 gennaio 2026

 LA TRAPPOLA DEL MEDITATORE 


Molte persone aspettano che emergano sensazioni o sentimenti particolari quando meditano. Questo è il peggior tipo di meditatore. Fondamentalmente, non stai meditando quando inizi a farlo. 


Purtroppo, molti sfortunati meditatori non si rendono conto di non stare più meditando quando cadono nell'attesa di una particolare sensazione o esperienza. Questo perché la maggior parte non ha studiato la meditazione prima di iniziare a praticarla. Se spieghi tutte le sensazioni particolari che hai provato meditando a un lama che conosce veramente la meditazione, è quasi certo che le ignorerà e potrebbe anche rimproverarti. 


Quello che devi fare se sei un principiante è ricevere e seguire istruzioni di meditazione autentiche. In ogni caso, non stare lì seduto sul tuo cuscino ad aspettare che "quella sensazione speciale" ti visiti di nuovo. La vera esperienza nella meditazione consiste nel migliorare gradualmente la tua comprensione della mente e nell'affinare la capacità di identificare qualsiasi cosa le appaia. 


I meditanti hanno bisogno di una mente ampia e stabile, non di una che rincorre ogni piacevole "esperienza" che incontra. 


Drupon Khen Rinpoche



 

venerdì 2 gennaio 2026

 I pensieri diventano percezione,

la percezione diventa realtà.

Altera i tuoi pensieri,

altera la tua realtà.


William James

giovedì 1 gennaio 2026

 Buon Anno!


La creazione di qualcosa di nuovo non viene compiuta dall'intelletto,

ma dall'istinto al gioco che viene mosso da una necessità interiore. 

La mente creativa gioca con gli oggetti che ama.


Carl Gustav Jung

mercoledì 31 dicembre 2025

 Alla fine solo tre cose contano:

quanto hai amato, come gentilmente hai vissuto e con quanta grazia hai lasciato andare cose non destinate a te.


Adagio buddhista

martedì 30 dicembre 2025

 "Il bene e il male vengono dalla tua stessa mente. Ma che cos'è che chiami la tua mente se non le tue azioni e i tuoi pensieri? Da dove viene la tua mente? Se conoscerai veramente l'origine della tua mente, gli infiniti ostacoli causati dalle tue stesse azioni spariranno di colpo. In seguito ti si presenteranno ogni sorta di straordinarie possibilità senza che tu le cerchi". [...]

Un discepolo chiese al maestro: "Che cos'è il Buddha? " .

Rispose il maestro: "Questa mente è il Buddha".

Un discepolo chiese al maestro: "Che cosa si deve fare

quando il sorgere e svanire [dei pensieri] continua incessantemente?".

Rispose il maestro: "Dimmi, di chi è il sorgere e svanire?"

Un giorno il maestro chiese a un discepolo: "Da dove vieni? " 

Il discepolo rispose che veniva dal tale posto.

Chiese il maestro: "Pensi a quel posto?"

Il discepolo rispose che ci pensava spesso.

Il maestro disse: "Chi pensa è la mente, ciò che è pensato è l'ambiente. Nell'ambiente ci sono montagne, fiumi, terreni, edifici, persone, animali e così via. Ora, volgi interiormente il tuo pensiero per pensare alla mente pensante:

ci sono lì così tante cose?".


Il Segreto del Fiore D'oro

Il libro cinese della vita

Lu Tung-pin

lunedì 29 dicembre 2025

 LA CENA DEL MAGO 

(Storia sapienziale)


C'era una volta un mago che costruì una casa vicino a una grande città. Un giorno invitò tutta la gente del villaggio a cena a casa sua.

 - Prima di cenare, disse - facciamo alcuni passatempi.

 L'idea piacque a tutti e il mago fece uno spettacolo di prima classe, dove prendeva conigli dai cappelli, bandiere che apparivano nell'aria e cose che si trasformavano in altre. La gente era affascinata. Il mago chiese: - Volete cenare ora o volete più intrattenimento?

 Tutti chiesero più trucchi perché non avevano mai visto niente del genere. Così il mago si trasformò in una colomba, poi in un falco e poi in un drago. La gente impazziva di eccitazione. 

 Gli domandò di nuovo e chiesero di più e di più ricevettero. Poi chiese loro se volevano mangiare e dissero di si. Il mago allora fece credere loro che stessero mangiando distraendoli con molti trucchi mediante i suoi poteri. La cena immaginaria e i trucchi continuarono tutta la notte. Quando stava per albeggiare, alcuni dissero: - Dobbiamo andare al lavoro.

 Allora gli fece immaginare che andavano a casa loro e si preparavano per andare al lavoro e che davvero facevano le loro solite attività. E così, ogni volta che qualcuno diceva che doveva fare qualcosa, il mago gli faceva pensare che lo stesse facendo e poi tornava alla cena del mago.

 Col tempo, il mago aveva tessuto un tale incantesimo sulla gente del villaggio che tutti lavoravano per lui, mentre credevano di continuare con le loro vite. Quando si sentivano preoccupati, gli faceva pensare che fossero tornati a cena a casa loro, e questo gli dava piacere e li faceva dimenticare.

 E che ne é stato del mago e della gente del villaggio? Questo non si può dire; è qualcosa di cui non si può parlare, perché lui è ancora occupato, e quasi tutte le persone sono ancora sotto il suo incantesimo.

domenica 28 dicembre 2025

 "Siddhartha sorrise e levò lo sguardo a una foglia di pippala stagliata contro il cielo azzurro...

Osservando in profondità, Gautama vi distinse chiaramente la presenza del sole e delle stelle; perché senza sole, senza luce e calore, quella foglia non sarebbe esistita...

Anche le nuvole vide nella foglia, perché senza nuvole non c'è la pioggia e, senza pioggia, quella foglia non poteva esistere. E vide la terra, il tempo, lo spazio, la mente: tutti presenti nella foglia. In verità, in quel momento preciso, l'universo intero si manifestava nella foglia...

Generalmente si pensa che una foglia sia nata in primavera, ma Gautama vide che esisteva già da tanto, tanto tempo nella luce del sole, nelle nuvole, nell'albero e in se stesso. Comprendendo che quella foglia non era mai nata, comprese che anche lui non era mai nato. Entrambi, la foglia e lui stesso, si erano semplicemente manifestati. Poiché non erano mai nati, non potevano morire...

Vide che è l'esistenza di ciascun fenomeno a rendere possibile l'esistenza di tutti gli altri fenomeni. L'uno contiene il tutto, e il tutto è contenuto nell'uno...

La foglia e il suo corpo erano una cosa sola. Nessuno dei due possedeva un sé permanente e separato, nessuno dei due poteva esistere indipendentemente dal resto dell'universo. Vedendo la natura interdipendente di tutti i fenomeni, Siddhartha ne vide perciò la natura vuota: tutte le cose sono vuote di un sé separato e isolato. Comprese che la chiave della liberazione sta nei due principi dell'interdipendenza del non sé...

La causa della sofferenza è la falsa nozione della permanenza e di un sé separato... 

Penetrando nella natura vuota delle cose, le barriere mentali vengono scavalcate e ci si libera dal ciclo della sofferenza."


(Thich Nhat Hanh, "Vita di Siddhartha il Buddha", Ubaldini, 1992, pp. 82-83)

sabato 27 dicembre 2025

 Il vero scopo dello Zen è vedere le cose come sono, osservare le cose come sono e lasciare che ogni cosa vada come va. 


Shunryu Suzuki

venerdì 26 dicembre 2025

 "Dividere ed entrare nei particolari è la natura stessa della mente. Non c'è niente di male a dividere, ma la separazione va contro la realtà dei fatti.

Le cose e le persone sono diverse, ma non separata le une dalle altre. La natura è una, la realtà è una.

Esistono gli opposti ma non le opposizioni".


Sri Nisargadatta Maharaj