Abbiamo due vite, e la seconda inizia quando ci rendiamo conto che ne abbiamo solo una.
Confucio
Dopo aver praticato per un po', ti renderai conto che non è possibile fare progressi rapidi e straordinari.
Anche se ti impegni al massimo, i progressi saranno sempre graduali.
Non è come uscire sotto la doccia, dove ti accorgi subito di bagnarti.
Nella nebbia, non ti accorgi di bagnarti, ma continuando a camminare ti bagni a poco a poco.
Se la tua mente pensa al progresso, potresti dire: "Oh, questo ritmo è terribile!".
Ma in realtà non lo è.
Quando ti bagni nella nebbia, è molto difficile asciugarti.
Quindi non c'è bisogno di preoccuparsi dei progressi.
Shunryu Suzuki
I TRE OSTACOLI storia zen
Un giorno un Maestro accolse tre candidati che volevano diventare suoi discepoli. Al primo incontro il Maestro iniziò a comportarsi in modo eccentrico a tavola, facendo discorsi assurdi e avendo atteggiamenti strani.
Disse anche talune parolacce e mangiò il suo cibo con le mani, asciugandosi la bocca al polsino della camicia. Uno di questi tre discepoli se ne andò, scandalizzato di questo atteggiamento.
Il secondo fa avvisato dai discepoli anziani (istruiti così dal Maestro) che questi era un truffatore, che si stavano organizzando per fargliela pagare e che lui doveva stare ben attento a fidarsi di un uomo così. Anche il secondo uscì dal gruppo.
Al terzo il Maestro proibì categoricamente di prendere la parola ogni volta che la chiedeva e di porre qualsiasi tipo di domande.
Anche il terzo se ne andò, sdegnato ed offeso.
Quando il Maestro fu solo con i suoi allievi disse: “Il comportamento di coloro che se ne sono andati illustra tre validi concetti. Il primo “non giudicare a prima vista”. Il secondo “non giudicare cose di grande importanza da ciò che dicono gli altri”. Il terzo “non fare della tua percezione di stima ed apprezzamento altrui il metro per il tuo giudizio su di loro.”
C'è un segreto molto semplice per essere felici. Lascia andare le tue "richieste" in questo momento. Ogni volta che pretendi qualcosa o ti togli qualcosa, c'è sofferenza. Stai discutendo con "ciò che è" - le tue richieste ti tengono incatenato allo "stato onirico" della mente condizionata. Il desiderio di "controllare"... è, in definitiva, la nostra riluttanza ad essere semplicemente svegli.
Adyashanti
"Chissà quante vite hai già vissuto.
Considera l'età delle stelle.
Una stella, per quanto brillante,
non è consapevole di se stessa,
perché non è senziente:
è un oggetto della percezione.
Tu sei l'infinita consapevolezza
in cui appare anche la tua identità limitata.
Come fai, in quanto pura
consapevolezza senza attributi,
avere un'età inferiore a quella di una stella?
La consapevolezza è la fonte
e la sostanza di ogni conoscenza
e di ogni percezione.
Riflettici su."
Mooji
Il lasciar agire, il fare nel non fare, l’abbandonarsi è diventato per me la chiave che dischiude la porta verso la via: bisogna essere psichicamente in grado di lasciar accadere.
Questa è per noi una vera arte, che quasi nessuno conosce.
La coscienza interviene continuamente ad aiutare, correggere e negare, e in ogni caso non è capace di lasciare che il processo psichico si svolga indisturbato.
Il compito sarebbe di per sé abbastanza semplice (se la semplicità non fosse la cosa più difficile!)
«Se semplicemente si riuscisse a lasciar andare le cose, ci si accorgerebbe che il male si esaurisce, e si afferma il bene.»
«Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé.»
(C.G.Jung – Commento all’antico testo cinese “Il segreto del Fiore d’Oro”, Bollati Boringhieri, pp.37-38-39)