Osserva la mente.
Devi starne lontano.
Tu non sei la mente.
Sri Ramana Maharshi
La via d'uscita è dentro
"Nel sonno noi torniamo alla condizione naturale preconscia, dove troviamo l'archetipo soccorrevole, che è sempre presente in ogni situazione di pericolo.
Si trova una via d'uscita perché l'archetipo è quella forma dell'accadere che rende possibile l'eterna melodia del processo della vita; esso è un movimento melodico verso la soluzione, verso una forma diversa, indifferente alla vita e alla morte degli individui.
Chi nel sogno attinge all'archetipo, ha per così dire trovato un tesoro, la chiave che consente di aprire la porta chiusa, oppure ancora una magia con cui esorcizzare la situazione pericolosa.
Questo era già noto ai nostri antenati dei tempi preistorici, che praticavano il sonno incubatorio in caverne sotterranee oppure nei templi. [...]
Le persone si addormentavano con i loro problemi; sprofondando nel flusso continuo del processo della vita, venivano afferrate da figure archetipiche e trovavano una formula o un'immagine capaci di guarirle."
C.G. Jung - Seminari, "I sogni dei bambini"
CONTROLLO E STRESS IN AZIENDA: DOVE TI TROVI?
Negli anni ho visto molte realtà aziendali e, con esse, manager e professionisti bloccati in dinamiche che li logorano o, al contrario, li fanno crescere. Ho notato che il livello di stress dipende quasi sempre da due fattori: quanta pressione subisci e quanta libertà hai nel gestirla. Quando questi due elementi si combinano, emergono quattro situazioni molto diverse.
Ci sono aziende in cui i manager finiscono per annoiarsi. Persone capaci, con esperienza, che però si trovano in ruoli troppo stretti. Nonostante abbiano le competenze per fare molto di più, ricevono richieste minime. All’inizio può sembrare una situazione comoda, ma alla lunga diventa frustrante. Ti senti sprecato, poco riconosciuto, e giorno dopo giorno la motivazione cala.
Poi ci sono quei contesti in cui lo stress è sano, persino stimolante. Qui le richieste sono alte, ma lo sono anche le risorse e l'autonomia. Ho visto manager brillare in situazioni del genere: sentono di avere il controllo, accettano la fatica perché ha un senso, perché li fa crescere. È uno stress che attiva, non che consuma.
Ma non sempre le cose funzionano così. In tante realtà aziendali, la pressione è alta ma il controllo è scarso. Vengono chiesti risultati importanti senza fornire strumenti adeguati o margine di manovra. Qui lo stress diventa velenoso: ansia, senso di impotenza, fatica che si accumula. Se la situazione non cambia, il rischio di burnout è altissimo.
Infine, ho incontrato anche aziende dove tutto è piatto. Non ci sono sfide, né margine di azione. Sembra un porto sicuro, ma in realtà è un lento spegnersi. Senza stimoli, senza obiettivi reali, la passività prende il sopravvento e le persone smettono di dare il meglio.
E tu, in quale di questi scenari ti ritrovi? E soprattutto, dove vorresti essere?
Di certe persone si dice che sia meglio averle dalla propria parte piuttosto che contro. Un consiglio che potrebbe sembrare dettato dalla paura, ma che in realtà richiama un principio più profondo: non sempre la forza sta nell’opposizione, spesso risiede nell’arte di collocare le energie nel punto giusto.
Il Taoismo insegna che l’acqua non combatte la roccia, la avvolge e la modella nel tempo. Non tutto ciò che è scomodo va rifiutato, a volte il vero equilibrio nasce dal saper orientare ciò che non può essere eliminato.
Forse è questo il senso delle parole, poco eleganti ma estremamente pratiche, con cui il presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson spiegò a un giornalista perché non si sbarazzò di Edgar Hoover, il temuto direttore dell’FBI ereditato dai suoi predecessori:
"Meglio tenerlo dentro la tenda che piscia fuori, piuttosto che fuori che piscia dentro."