lunedì 14 luglio 2025



Illusione di alternative

Un uomo accusato ingiustamente di aver maltrattato la moglie fu condotto davanti a un giudice prevenuto e dotato di poco buon senso che gli chiese in tono irritato: «Disgraziato! Hai finalmente smesso di picchiare tua moglie? Sì o no?».

Poiché l’uomo era innocente, davanti a una domanda posta in tal modo rimase molto turbato e perplesso: se avesse risposto «sì» avrebbe corroborato la falsa idea di aver maltratto la moglie, mentre se avesse risposto «no» avrebbe affermato di continuare a picchiarla.

«Be’, Sua Eccellenza, se mi pone la domanda in questi termini…» accennò timidamente.

«Insomma!» lo interruppe molto bruscamente il giudice. «O è sì o è no! Mi pare molto chiara la situazione! Non girare inutilmente intorno alla domanda, o sarai condannato per oltraggio alla corte!» ruggì con ferocia.

A quel punto l’uomo fu messo spalle al muro e non seppe più cosa rispondere. Fu così che un innocente venne condannato, oltre che per maltrattamento della moglie, anche a una pena accessoria.


A volte, ciò che sembra una scelta non lo è affatto.

È un'illusione. Due alternative che non lasciano spazio alla verità.

Questo tipo di comunicazione – nota come illusione di scelta o doppio legame – è studiato da decenni nella pragmatica della comunicazione umana. Bateson e Watzlawick, nella scuola di Palo Alto, l’hanno descritto come uno schema in cui ogni risposta è una trappola.

Nel linguaggio ipnotico e nella comunicazione persuasiva queste strutture vengono studiate non per incastrare, ma per capire come funzionano le dinamiche profonde del linguaggio.

Per aiutare le persone a non subirle.

E, quando serve, per guidare chi è confuso verso scelte più consapevoli.

Il linguaggio può essere un'arma o uno strumento.

Dipende sempre da come lo si usa.

E da quanto ne siamo consapevoli.

 Un grande uomo è duro con se stesso; un piccolo uomo è duro con gli altri.


Confucio 

domenica 13 luglio 2025

 Sarò una viola al meglio di me stessa (storia sapienziale)


Un re va nel suo giardino e vede che alcune piante soffrono. 


Si avvicina allora alla quercia che sta seccando e gli chiede: “Ma tu perché soffri?”. 


 E la quercia risponde: “Soffro perché non posso essere alta come il pino”. 


E allora va dal pino, anche lui sta soffrendo perché tutte le sue pigne sono piccole e non riescono a svilupparsi pienamente e gli chiede: “Ma tu perché soffri?”. 


Io soffro perché vorrei fare i frutti come la vite. 


Allora il re va dalla vite, ma anche la vite soffre e gli chiede: “Ma tu perché soffri?”. 


“Soffro perché non posso avere fiori profumati come la rosa!”, risponde la vite.


In un cantuccio c’è una viola che sta molto bene e sembra felice tanto da attirare l’attenzione del re che va da lei e gli chiede: “E tu come mai stai così bene?”. 


E la viola risponde: “Ho pensato che quando tu mi hai piantato mi hai piantato come viola e che quindi tu volessi una viola. E allora mi sono detta: sarò una viola al meglio di me stessa”.

sabato 12 luglio 2025

 ILLUMINAZIONE (storia zen)

A un famoso guru, che aveva avuto il dono dell’illuminazione, i suoi discepoli chiesero: 

“Maestro, la tua illuminazione cosa ha provocato in te? Cosa ti ha dato?”.

L’uomo rispose: “Bene, vi racconto quello che essa mi ha dato: Quando mangio, mangio; 

quando osservo, osservo; quando ascolto, ascolto. Questo essa mi ha dato!”.

I suoi discepoli obiettarono: “Ma tutti fanno così!”.

E il maestro rispose ridendo: “Tutti fanno così? Allora tutti devono essere illuminati!”.

Un giorno un discepolo chiese al suo maestro: “Qual è per te la cosa più importante nella vita?”

Il maestro rispose: “Qualunque cosa io stia facendo in quel momento”.

venerdì 11 luglio 2025

giovedì 10 luglio 2025

 Un novizio chiese al priore:

“Padre, posso fumare mentre prego?” e fu severamente redarguito.

Un secondo novizio chiese allo stesso priore:

“Padre, posso pregare mentre fumo?” e fu lodato per la sua devozione.


M. Rampin

mercoledì 9 luglio 2025

 La calma indisturbata della mente si ottiene coltivando l'amicizia verso i felici, la compassione per gli infelici, la gioia per i virtuosi e l'indifferenza verso i malvagi.


Patanjali