sabato 9 maggio 2020

Non ero mai pronto, non ero mai all'altezza

Non ero mai pronto, non ero mai all'altezza. C'era sempre di più.
Era un condizionamento emotivo complesso che avevo acquisito per via del carattere molto competitivo del sistema educativo.
Si comincia a cinque anni e si continua così.
Forse derivava anche dalla mia educazione religiosa: quando muori, sarai giudicato per stabilire se sei stato abbastanza buono da meritare il paradiso, altrimenti andrai all'inferno.
C'è sempre la sensazione di dover fare qualcosa. Di non essere adeguato.
Gli anni passano e sei ancora pieno di “impurità".
Questo è il solito tiranno interiore.
E' la concezione della personalità.
La concezione della personalità è un tiranno.
E' la vittima e il carnefice.
Non prendete rifugio nell'essere una vittima o un carnefice.
Ma della consapevolezza risvegliata potete fidarvi. E quella fiducia rende umili.
Fidatevi della capacità di essere semplicemente qui, aperti e ricettivi a qualunque cosa stia succedendo adesso.
Anche se quello che succede è brutto, o comunque siano le condizioni che vivete, non è mai un problema se vi fidate di questa purezza.
Questa consapevolezza è il vostro rifugio.
La consapevolezza della natura cangiante delle sensazioni, degli atteggiamenti, degli stati d'animo: del cambiamento materiale ed emotivo.
La mia personalità si presta benissimo a essere ferita, offesa, turbata da tutto. La personalità non è il mio rifugio.
Ma la consapevolezza sì. Perché la consapevolezza è pura.
Se le date sempre più fiducia, anche quando vi sentite feriti e turbati, non rispettati, non amati e non apprezzati, la consapevolezza non giudica. Non se ne fa un problema. Accetta pienamente la sensazione in quanto sensazione.
E la sensazione si scioglie spontaneamente.
Viene a cadere perché la sua natura è il cambiamento.

Achaan Sumedho
Il suono del silenzio

Nessun commento: