UN MAESTRO TIRATORE D’ARCO * storia zen
Dunque, c’era in un tempio vicino a Calcutta un maestro tiratore d’arco, Vaisampayana, di cui tutti ammiravano la destrezza. Egli sapeva sempre ottenere il vuoto mentale, nei termini dell’ipotesi fisica del diavoletto di Maxwell, e ogni volta sembrava che fosse il bersaglio stesso a calamitare irresistibilmente la freccia verso di sè. Un giorno un allievo burlone pensò di fare uno scherzo al maestro. Prese una delle frecce e le incollò sulla punta una farfalla imbalsamata. Quando il maestro estrasse la freccia dalla faretra e l’ebbe incoccata, si trovò la farfalla davanti agli occhi. Il maestro si fermò, con l’arco teso. Dopo dodici ore era ancora nella stessa posizione, e qualcuno degli allievi cominciava a dare segni di cedimento, gli stomaci bramivano per la fame, le gambe inchiodate nella posizione del loto erano un unico straziante crampo, e tutti stavano per pisciarsi addosso. Passarono altre dodici ore e numerosi allievi svennero. Finchè l’allievo burlone si inchinò davanti al maestro e disse: “Perdonami, nobile Vaisampayana, ma è stato uno scherzo: la farfalla è imbalsamata. “Il maestro Vaisampayana, senza dire una parola, scoccò la freccia e trapassò l’allievo a un polpaccio. “Così impari a fare il cretino” – disse.
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