IL FALSO VIAGGIO storie Zen
Il barone aveva ambizioni sconfinate, ma abitava in un piccolo castello ai confini dell'impero. Ormai vedovo, con una figlia bellissima, si tormentava imprecando contro il destino che non gli permetteva di raggiungere i suoi fini.
Si ricordò che poco lontano dalle sue terre viveva un famoso mago. Il castello del mago era su una montagna aspra e scoscesa Intraprese il viaggio e finalmente arrivò al castello del mago. Bussò al portone e una voce gli intimò di entrare da solo. Trovò il mago in una ampia stanza con un grande camino acceso. Il mago gli offrì da bere del vino ma il barone rifiutò e subito fece le sua richiesta: voleva diventare imperatore. Il mago restò impassibile, per un po' in silenzio, poi disse: “Ti aiuterò a diventare imperatore ma quando lo sarai mi darai in cambio tua figlia. Il barone accettò e promise solennemente di rispettare il patto.
Pochi mesi dopo l'imperatore si trovò a transitare nelle terre del barone. Il mago suscitò una grande tempesta di neve e una valanga ostruì la strada. L'imperatore fu costretto a sostare presso il castello del barone. Il mago istruì il barone sul comportamento da adottare verso l'imperatore e questo nelle lunghe giornate di attesa cominciò ad apprezzare il barone e lo volle portare con se a corte. Il barone a corte, aiutato dal mago riuscì a sventare tutti gli intrighi e le invidie e fu nominato capo dell'esercito e mandato a combattere un vicino regno che minacciava di invadere l'impero.
Il barone, sempre aiutato dal mago, riuscì a sconfiggere il nemico. Al ritorno in patria l'imperatore ormai vecchio e senza figli lo nominò suo erede. Un anno dopo l'imperatore morì e il barone gli succedette.
Allora il mago si presentò a corte e chiese all'imperatore, come pattuito la mano della figlia.
“Come osi, tu, che sei niente al confronto della mia grandezza, chiedere la mano di mia figlia !”
lo apostrofò l'imperatore dal suo alto trono. “Ora ho al mio servizio maghi, più potenti di te . Vattene o ti farò rinchiudere nelle segrete.”
Il mago, sospirò, poi batté le mani tre volte e il palazzo, la corte, i dignitari, tutto scomparve e il barone non più imperatore si ritrovò , come la prima volta che aveva incontrato il mago, nella stanza dove ardeva il camino e sul tavolo ancora stava il bicchiere di vino che aveva rifiutato: tutto era stato un sogno.
Il mago allora disse: “Le tue ambizioni, barone, poggiano sul tradimento e la menzogna e ora vattene, ma ricordati, d'ora in avanti non saprai più se la vita che stai conducendo sarà realtà o sogno, perché in qualsiasi momento io potrò apparire, battere tre volte le mani e ti sveglierai sempre qui.
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