PROBLEMI DI GENEROSITÀ
Storia Sufi
Uno studente che andava a presentare i propri rispetti a un Sufi, per curiosità gli chiese:
Perché nel tuo cortile si trovano quei magnifici muli d'Herat?"
Il saggio immediatamente rispose: "Sono là per te".
Lo studente fu lietissimo di sentire che gli venivano donati, tuttavia disse:
"Dovrei pagare qualcosa, vero?"
«Il prezzo», rispose il maestro, «potrebbe essere più di quanto tu possa pagare da solo. La condizione sarà perciò che tu non dica a nessuno che ho dato i muli a te. Non sono qui per essere noto come buono fra gli uomini per azioni come questa. La gente crede in generale che uno è buono per un'azione le cui conseguenze e la cui origine non riescono ad afferrare".
"Nulla potrebbe essere inferiore al prezzo che chiedi", disse lo studente. Condusse via i muli tutto contento dicendo fra sé: - Il mio maestro mi ha certo beneficato. Questa è la manifestazione esteriore di una benedizione interiore".
Presto sopraggiunse la sera e di lì a poco lo studente cadde nelle mani della pattuglia notturna. Gli uomini della pattuglia si dissero a vicenda: "Accusiamo quest'uomo di quel tale delitto che non riusciamo a risolvere in alcun modo. Possiamo suggerire ch'egli ha comprato i muli con il ricavato del furto a meno che egli non possa spiegarne il possesso. Probabilmente è colpevole di qualcosa perché è mal nutrito e le sue vesti sono povere. Qualcuno di noi lo ha visto prima e ritiene che comunque egli si associ a gente di dubbio carattere.
Portato dinnanzi alla corte lo studente dapprima si rifiutò di rispondere a qualunque domanda riguardante la provenienza dei muli. Il magistrato inquirente ordinò che fosse frustrato sulla pianta dei piedi.
Nel frattempo un altro gruppo di studenti visitò il maestro che li mandò uno alla volta a informarsi sulla sorte del primo. Essi di volta in volta riferirono: Si rifiuta di parlare", poi: "Sta cedendo: lo stanno torturando".
Infine il Sufi si alzò e si recò in fretta alla corte. Sulla sua testimonianza d'aver dato lui i muli al prigioniero questi venne rilasciato.
Allora il Sufi si rivolse alla corte, ai discepoli e al pubblico, tutti perplessi per quei fatti, con queste parole:
«La reputazione di generosità comporta tre mali:
PUÒ CORRODERE L'UOMO CHE CE L'HA;
PUÒ DANNEGGIARE L'UOMO CHE AMMIRA LA GENEROSITÀ SE LA IMITA DA IGNORANTE;
PUÒ LOGORARE L'UOMO CHE RICEVE LA GENEROSITÀ SE CONOSCE DA CHI PROVIENE.
Non dovrebbe esistere alcun senso di obbligazione. ECCO IL COMPITO DEL SUFI: ESERCITARE LA GENEROSITÀ IN ASSOLUTA SEGRETEZZA.
“La più alta forma di generosità nota all'uomo comune sta al livello più basso della vera generosità. Originariamente fu introdotta per abituare l'uomo alla liberalità.
ORA E DIVENTATA UN IDOLO ED UNA MALEDIZIONE”.
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