Amico mio, ricordati di non giudicare la mente, di non provare ostilità nei suoi confronti, poiché essa svolge un prezioso lavoro e il suo ipertrofico sviluppo dipende solamente dalla nostra pigrizia ed ignoranza. Non lasciamoci guidare da isterici comportamenti, da dogmi astrusi durante la nostra ricerca interiore, ma dal funzionalismo, dal rispetto delle competenze, dalla ricerca della nostra integrazione ed armonia interiore. Quando gli operai sono pigri, maldestri e svogliati e il padrone è assente a chi dobbiamo imputare la colpa di disastri e trascuratezze? A noi sono stati affidati i talenti, a noi è stata data questa vita, e solamente noi siamo artefici del nostro successo o della nostra disfatta.
Uomo ente magico
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