L'inizio di un movimento è la fine del movimento precedente, la fine di un movimento è l'inizio del movimento successivo. Non vi è interruzione né arresto nel passaggio da un movimento all'altro. Il praticante obbedisce unicamente a un ritmo: divenuto un'asse, un perno, assiste da spettatore all'alternanza dello Yin e dello Yang, come il saggio contempla gli avvenimenti de vita, benché vi partecipi attraverso il suo non-agire.
(Taijiquan, Despeux)
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