Quante volte hai cercato di condividere un'idea profonda, un'intuizione nata da notti insonni o da giorni di riflessione, e ti sei trovato di fronte a un muro? Non è stato il valore dell’idea a mancare, ma forse il ponte tra te e l’altro.
Comunicare non è solo trasferire pensieri, è riconoscere il respiro dell’altro.
È sapere che non tutti vedono il mondo dal tuo punto di vista, che non tutti camminano con il tuo passo.
Euripide ci ammonisce: “Parla da saggio a uno stolto, e ti chiamerà sciocco.” Non per giudicare chi non comprende, ma per ricordarci che la saggezza stessa deve saper indossare abiti semplici per essere accolta.
Non si tratta di abbassarsi, ma di allungare la mano. Di tradurre visioni in parole che sappiano camminare sulle strade dell’altro. È un atto di generosità, quasi d’amore: non basta avere qualcosa da dire, bisogna voler farlo arrivare.
Ogni parola è un seme.
Il terreno, però, non è sempre fertile.
Scegli con cura dove e come seminare.

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