domenica 9 novembre 2025

 RISVEGLIO 


Esiste un momento sacro nel risvegliarsi, quello spazio liminale tra il sogno e la veglia, quando la coscienza emerge lentamente dal suo riposo notturno. 

Gli antichi filosofi greci davano grande importanza a questo stato, una soglia in cui la mente non è ancora colonizzata dalle preoccupazioni del giorno.

Eppure, sui comodini giace un oggetto che ha trasformato questo rito millenario in un gesto compulsivo: lo smartphone.


Al risveglio ci si getta volontariamente in un mondo digitale prima ancora di abitare pienamente il proprio corpo. Si scrollano notifiche, messaggi, notizie. Si rifiuta il silenzio, quel momento in cui si deve ascoltare se stessi senza stimoli esterni.


La presenza dello smartphone sul comodino oltre ad essere un problema fisiologico, poiché la luce blu, le notifiche notturne, creano disturbi del sonno, sta diventando un vero e proprio problema ontologico. Indica una crisi nella capacità di stare soli con se stessi, di attraversare il buio senza riempirlo artificialmente.

 

I filosofi stoici praticavano esercizi mattutini di preparazione alla giornata. Marco Aurelio scriveva i suoi pensieri all'alba. Questa pratica riconosceva il risveglio come momento generativo, non passivo.

Oggi la tendenza di tanti è di trasformare già i primi momenti della giornata in scrolling compulsivo, quando sarebbe più opportuno meditare e abitare il proprio silenzio interiore.


È necessario spostare il telefono in un'altra stanza per riconquistare il comodino come spazio sacro del risveglio, non come altare della dipendenza digitale.


Weltanschauung Italia

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