Le cose sono come sono. Osservando l'universo di notte, non facciamo paragoni tra stelle giuste e sbagliate, né tra costellazioni ben disposte e mal disposte.
Alan Watts
"Anche se in tutti è sepolto il gran tesoro dell'infanzia, esso si trova a irraggiungibili profondità.
Strati su strati, discorsi e formulette lo ricoprono e, induriti dal tempo, diventano le difese invalicabili dell'ordine sociale. Sicché si sta su una piatta terra che si stende fino all'orizzonte, una distesa di noia e sconforto. Quasi nessuno sa applicarsi, con l'assidua ed estenuante fatica che sarebbe necessaria, a scavare e ritrovare il tesoro nascosto; quasi tutti passano la vita intera vedendo d'attorno null'altro che un suolo miserando e inerte: la vita quotidiana, strumentale, irretita nelle categorie note, recintata in ogni minimo aspetto.
Lavorati a puntino sono gli uomini da un'educazione avvilente, ronzano loro costantemente nell'orecchio i ricatti degli affetti e dei doveri.
Eppure qualcuno fa eccezione. Rarissimo, isolato nell'interiorità, sa affondare fino alle sue iniziali memorie, rivive quei lembi remoti e annebbiati, talvolta ne ricontempla lo splendore.
Nel momento più distante cui la sua memoria si spinga, costui si ravvolge come in un bozzolo d'oro donde proietta i delicati filamenti dell'attenzione a cogliere realtà che le parole ancora non sono riuscite ad alterare, ordinare, ripartire, giudicare. (...)
In un attimo trasognato e sospeso rivive l'infanzia. Qualcosa ne ridonda nei grandi entusiasmi, negli amori e nelle stupefazioni."
Elémire Zolla, Lo stupore infantile, 1994
La ciotola dell'elemosina (storia sufi)
Un re stava uscendo dal suo palazzo per la sua passeggiata mattutina quando incontrò un mendicante. Gli chiese: "Cosa vuoi?"
Il mendicante rise e disse: "Me lo chiedi come se potessi esaudire il mio desiderio!"
Il re si offese e disse con arroganza:
"Certo che posso esaudire il tuo desiderio. Qual è? Dimmelo e basta."
Il mendicante disse: "Va bene, se insisti, ma a una condizione... pensaci due volte prima di promettere qualcosa."
L'imperatore aveva visto molti mendicanti, ma mendicanti a condizioni?
Questo mendicante era davvero strano, un uomo molto potente. Era un mistico sufi. Aveva fascino e carisma, la sua personalità aveva un'aura. Persino il re si sentì un po' geloso. E le condizioni?
L'imperatore disse: "Cosa intendi? Qual è la tua condizione?"
Il mendicante disse: "È molto semplice. Vedi questa ciotola per l'elemosina?
Accetto solo se riesci a riempirla completamente."
Era una piccola ciotola per l'elemosina. Il re disse: "Certo. Cosa pensi che io sia? Non posso riempire questa piccola ciotola sporca?"
Il mendicante disse: "È meglio dirtelo prima, perché poi potresti metterti nei guai. Se pensi di poterla riempire, allora inizia a riempirla."
Il re chiamò il suo visir e gli disse di riempirla di pietre preziose, diamanti, rubini e smeraldi. Di' a questo mendicante con chi sta parlando. Ma poi arrivò la difficoltà. La ciotola fu riempita, ma il re fu sorpreso: man mano che le pietre vi cadevano dentro, scompariva. Fu riempita molte volte e ogni volta era di nuovo vuota.
Ora era infuriato, ma disse al visir: "Anche se l'intero regno se ne andasse, se tutti i miei tesori fossero svuotati, lascialo stare, ma non posso permettere a questo mendicante di sconfiggermi".
E tutti i tesori, si dice, scomparvero. A poco a poco il re divenne un mendicante. Ci vollero mesi. E il mendicante era lì, il re era lì e l'intera capitale era lì e tutti si chiedevano cosa sarebbe successo, cosa sarebbe successo alla fine.
Tutto stava semplicemente scomparendo. Alla fine il re dovette cadere ai piedi del mendicante e disse: "Perdonami, ma prima che tu vada dimmi solo una cosa. Qual è il segreto di questa ciotola per l'elemosina? Tutto è scomparso in essa".
Il mendicante iniziò a ridere. Disse: "È fatta di ego umano, tutto scompare in essa, niente la riempie mai".