sabato 11 gennaio 2025


E se fosse proprio il cambiamento, anche se difficile, a liberare il tuo vero potenziale e portarti verso nuove opportunità?


IL FALCO CHE NON POTEVA VOLARE (Storia medievale)

Un re ricevette in regalo due piccoli falchi e li consegnò al maestro falconiere per la loro formazione. 

Dopo pochi mesi, l'istruttore disse al re che uno dei falchi era stato educato perfettamente, ma non sapeva cosa stesse accadendo all'altro. Da quando era arrivato al palazzo non si era mosso dal ramo su cui stava al punto che gli doveva portare il cibo.

Il re convocò guaritori e maghi ma nessuno riuscì a fare volare il piccolo falco. Quindi emise un editto tra i suoi sudditi e, la mattina seguente, vide sorpreso il piccolo falco che volava nei suoi giardini.

 - Portatemi il responsabile di questo miracolo - disse.

Davanti al re comparve un contadino, e il re gli chiese:

 - Come sei riuscito a far volare il falco? Cosa sei, un mago?

- Non è stato difficile mio signore- ha spiegato l'uomo – Ho semplicemente tagliato il ramo su cui stava. 

Solo allora l'uccello si è reso conto che aveva le ali e ha spiccato il volo.

Nello specchio della tua mente tutti i tipi di immagini appaiono e scompaiono. 

Sapendo che sono interamente tue creazioni, osservale silenziosamente andare 

e venire, sii vigile, ma non turbato. 

Questo atteggiamento di osservazione silenziosa è il fondamento stesso dello Yoga. 

Vedi l'immagine, ma tu non sei l'immagine.


Nisargadatta Maharaj

venerdì 10 gennaio 2025

Nel regno animale, una mosca che si traveste da vespa (Syrphidae) noto anche come mimetismo batesiano, non è un inganno casuale, ma una strategia evolutiva. I suoi colori ingannano i predatori, proteggendola da attacchi. 

Tuttavia, il mimetismo funziona solo finché nessuno scopre che dietro l'aspetto minaccioso si nasconde un insetto innocuo.

Anche gli esseri umani si mimetizzano. 

Alcuni adottano il travestimento del potere, della sicurezza o dell'autorità per nascondere la fragilità. 

Ma, a differenza delle mosche, gli esseri umani non possono vivere per sempre dietro una maschera.

La vera forza non sta nel sembrare ciò che non siamo, ma nel diventare ciò che possiamo essere.

 Se hai trovato dentro di te colui che pensa, i pensieri svaniscono.


Arjun

giovedì 9 gennaio 2025


Durante le feste, parlavo con un collega di come, nelle conversazioni e in aula, l'efficacia nel catturare l'attenzione dipenda principalmente dall'intenzione con cui comunichiamo. 

Da sempre sostengo che per ricevere qualcosa dagli altri, prima bisogna essere in grado di offrirla. 

In questo caso, parliamo dell'attenzione: se non prestiamo attenzione a chi ci ascolta, come possiamo aspettarci che ci diano la loro attenzione?

In aula, spesso chiedo provocatoriamente cosa renda così efficace la mia comunicazione e cosa faccia sì che le persone siano così attente. 

La risposta, all'inizio, è sempre legata a fattori come l'interesse o la curiosità. Ma chi non ricorda il professore noioso all'università, nonostante l’interesse per la materia e la difficoltà dell'esame? Se fosse davvero solo una questione di interesse, un docente sarebbe spacciato.

La verità è che tutto dipende da noi: se non dai, non ricevi. Sta tutto nell'intenzione.


P.S. In inglese "prestare attenzione" si dice "to pay attention", lasciando intendere chiaramente che l'azione comporta un costo. 😉

La tua anima è un giardino e i tuoi pensieri sono i semi.

Puoi far crescere fiori o puoi far crescere erbacce.


Rumi

mercoledì 8 gennaio 2025

Affrontare la paura: una riflessione dal mito di Perseo e della Gorgone


A volte la paura sembra essere l'unica cosa che vediamo, quella che ci blocca e ci fa sentire paralizzati, tutti abbiamo avuto momenti nella vita in cui ci siamo sentiti così.

Mi viene in mente il mito di Perseo, che ha l’obiettivo di portare un dono al tiranno Polidette, ma invece di scegliere qualcosa di facile, decide di affrontare la Gorgone Medusa, una creatura che pietrifica chiunque la guardi negli occhi.
Medusa, in fondo, rappresenta perfettamente quella paura che può fermarci, quella che ci congela.
Perseo, però, non è solo in questa missione, proprio come ognuno di noi, nella nostra storia incontriamo sempre degli alleati lungo la via.
Atena gli offre uno scudo specchiante, Hermes gli dà un elmo che lo rende invisibile, calzari alati e una bisaccia magica, con questi doni, Perseo riesce a sconfiggere Medusa.
Il segreto e non guardarla mai negli occhi. Non la affronta direttamente. La osserva riflessa nello scudo e agisce.
Questa parte del mito è interessante perché ci dice una cosa importante sulla paura: non dobbiamo affrontarla direttamente o cercare di ignorarla. Dobbiamo imparare a guardarla per quello che è, senza farci travolgere. E uno degli strumenti più efficaci per farlo è proprio lo specchio.
Lo specchio, nella sua semplicità, ci invita a riflettere, a prenderci un momento per osservare la paura da una distanza, una pratica che mi aiuta molto in tal senso è la meditazione.
Durante la meditazione, quando ti allontani dall’illusione del mondo, emerge quella parte di noi che rimane serena anche quando tutto intorno sembra in tumulto. Quella parte di noi che non è mai scossa da ciò che accade, proprio come il cielo che ospita le nuvole. Le nuvole passano, ma il cielo rimane immutato.
Allo stesso modo, se riusciamo a rimanere connessi con quella nostra “imperturbabilità interiore”, anche la paura diventa solo una nuvola che passa.
Non vedo la paura come una nemica da eliminare, ma come qualcosa che possiamo osservare in modo distaccato, accogliere e lasciar andare.

E tu, quando la paura ti guarda negli occhi, come reagisci? Hai uno “specchio” che ti aiuta a vederla senza bloccarti? Quando non uso lo “specchio” della meditazione, mi aiuta molto ricordare che tutto passa, che ogni paura è temporanea.