Qualunque nostra azione per dare buoni frutti deve essere fatta bene; e l'unico modo per fare bene le cose esige la nostra totale e continua attenzione.
Tutto quello che facciamo, anche il gesto più umile e consuetudinario, per elevarsi richiede la nostra presenza mentale, la piena consapevolezza di ciò che facciamo, di come lo facciamo.
Per chi coltiva una qualsiasi disciplina, un’arte o una “Via”, la disattenzione è uno dei principali nemici. Pregiudica la qualità del proprio apprendimento, l’espressione del proprio agire e pregiudica la possibilità di raggiungere un livello superiore nella propria disciplina.
La disattenzione è una sorta di “peccato” contro se stessi: il peccato di vivere e di agire… assopendosi.
Il filosofo taoista Chuang Tzu metteva in guardia dal cadere nella disattenzione, con queste parole:
«Ti puoi permettere di essere disattento?
Adattati a qualsiasi cosa succeda, e lascia che la tua mente sia libera; rimani centrato accettando quello che fai.»
Chuang Tzu
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