domenica 19 gennaio 2025

 "Di tanto in tanto, per ricordarci di rilassarci e di essere in pace, potremmo voler riservare del tempo per un ritiro, una giornata di consapevolezza, in cui possiamo camminare lentamente, sorridere, bere un tè con un amico, goderci lo stare insieme come se fossimo le persone più felici sulla Terra."


Thich Nhat Hanh

sabato 18 gennaio 2025

 La presenza mentale:

"È chiaro che, per prendere possesso della nostra mente e calmare i pensieri, è necessario coltivare anche la presenza mentale delle nostre sensazioni e percezioni. Quando emerge un pensiero, o una sensazione, il vostro intento non dovrebbe essere quello di scacciarlo, odiarlo, preoccuparsene o temerlo. Perciò cosa si dovrebbe fare con i pensieri e le sensazioni? Semplicemente prendere atto della loro presenza. Per esempio, quando emerge un sentimento di tristezza, lo si riconosce immediatamente:”È emerso in me un sentimento di tristezza”.Se il sentimento permane, si continua a riconoscerlo:”In me c’è ancora un sentimento di tristezza”. Se emerge un altro pensiero o sensazione, riconosceteli nella stessa maniera. L’essenziale è non lasciare emergere nessun pensiero e sensazione senza che la presenza mentale lo riconosca, come una sentinella che registra ogni faccia che passa nel palazzo. Perciò, il punto non è scacciare o intrattenere un certo pensiero. Il punto è esserne consapevoli. Quando imparerete a calmare la mente, quando le sensazioni e i pensieri non vi disturberanno più, la vostra mente comincerà a Dimorare nella mente."


Thich Nhat Hanh

venerdì 17 gennaio 2025


Se dai ascolto a quello che "senti", diventi sordo a ciò che ti viene detto.


Parabola del ranocchio


C’era una volta una gara ... di ranocchi. 

L’obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.

Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro. 

Cominciò la gara. 

In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo: "Che pena !!! Non ce la faranno mai!

I ranocchi cominciarono a desistere, tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima e la gente continuava: "... Che pena !!! Non ce la faranno mai!..." 

E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere. 

Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima. 

Gli altri volevano sapere come avesse fatto.

Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere la prova. 

E scoprirono che... era sordo! ... 

Quando i pensieri sorgono, allora sorgono tutte le cose. Quando i pensieri svaniscono, allora svaniscono tutte le cose. 


Huang Po

giovedì 16 gennaio 2025


Il rapporto genitori-figli, croce e delizia anche nel contesto aziendale, soprattutto quando si tratta di passaggio generazionale. Molti figli di imprenditori si sentono inadeguati, come se avessero deluso i propri genitori, specialmente quando percepiscono di non essere all’altezza delle aspettative. 


Tutti i genitori risolti vogliono vedere i propri figli realizzati come individui autonomi, irripetibili, come si dice: con ali per volare e radici per restare saldi. Modellare figli a loro immagine e somiglianza sarebbe un grave errore, così come replicare acriticamente il modello aziendale del passato. 


Se oggi ci si trova a fare scelte diverse dai propri genitori, non è un segno di fallimento, ma di successo. È il segno che ci è stata concessa la libertà di esplorare il proprio percorso e sviluppare un’identità unica, anche nel contesto aziendale. E questo è il miglior riconoscimento che si può dare loro.


Ogni volta che ci si sente inadeguati, si dovrebbe ricordare che, se si è riusciti a diventare ciò che si è, lo si deve in parte anche alla libertà che ci è stata concessa, sia dai propri genitori che dai predecessori aziendali, di essere se stessi.


 "Imparare" diceva il Ciccione seguendo i sufi, "è come sbucciare una pesca. 

All'inizio vediamo soltanto la parte ruvida e grinzosa. 

Il frutto non sembra molto invitante né appetitoso; ma dopo aver superato il primo momento, scopriamo la polpa e l'apprendimento diventa succoso, dolce e nutriente. Molti vorranno fermarsi a questo punto, ma crescere non finisce qui.

Più in là incapperemo nel duro legno del nocciolo. 

E' tempo di mettere in discussione tutto ciò che c'era prima, il momento più difficile.

Se ci facciamo coraggio e andiamo oltre la dura scorza dell'attrazione per la parte succosa e morbida di ciò che c'era prima se riusciamo a sommare il nuovo al vecchio per trarre beneficio da entrambi, arriveremo al seme. 

Il centro di tutto. 

La potenzialità assoluto. 

Il germe dei nuovi frutti.

L'inizio di un nuovo ciclo di apprendimento, al quale si arriva soltanto attraversando quel vuoto a partire da cui tutto è possibile.


 Jorge Bucay

mercoledì 15 gennaio 2025

Vivere è una questione urgente


Un mio cliente aveva scoperto una protuberanza sotto l’ascella e, preoccupato, era andato dal medico. La biopsia sembrava un’agonia infinita: giorni di attesa, notti insonni, mille pensieri. Poi, finalmente, l’esito: benigno. Ricorda di aver festeggiato come non mai, circondato dai suoi cari. Era felice, sollevato, come se gli fosse stato restituito qualcosa di prezioso.


Ma, raccontandomelo, ha aggiunto: ‘Non ero meno sano il giorno prima di scoprire quella protuberanza rispetto al giorno in cui mi hanno detto che non era nulla di grave. In me non era cambiato niente… eppure, mi sentivo diverso. Non era il mio corpo a essere cambiato, erano i miei occhi.’


Spesso viviamo i giorni come se fossero scontati, ma bastano poche ore, una notizia, un evento, a stravolgere il modo in cui guardiamo la vita.


Forse non possiamo cambiare tutto ciò che ci accade, ma possiamo cambiare lo sguardo con cui attraversiamo ogni giornata. Non aspettare che qualcosa scuota il tuo orizzonte per iniziare a vedere quanto è prezioso ciò che hai già."