Perché dovresti preoccuparti del futuro?
Non conosci nemmeno il presente.
Prenditi cura del presente, il futuro si prenderà cura di sé stesso.
Sri Ramana Maharshi
Quando Einstein aveva settant'anni, ricevette una lettera che lo toccò profondamente. Un rabbino gli scriveva di come non riuscisse a consolare la figlia diciannovenne, distrutta dal dolore per la morte della sorella sedicenne, una ragazza pura, innocente e bella.
La risposta che Einstein diede lascia senza fiato, semplice ma piena di saggezza, va dritta al cuore. Un messaggio che ci invita a guardare oltre il nostro dolore e a capire che siamo tutti parte di qualcosa di più grande.
«Un essere umano è una parte, limitata nel tempo e nello spazio, di quel tutto che chiamiamo “Universo”. Un essere umano sperimenta se stesso, i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una sorta di illusione ottica della sua coscienza. Tale illusione è per noi una specie di prigione, che ci vincola ai nostri desideri personali e all’affetto verso alcune persone particolarmente a noi vicine. Il nostro compito dev’essere di liberarci dalla prigione ampliando il nostro raggio di compassione fino ad abbracciare tutte le creature viventi e l'intero complesso della natura nella sua bellezza».
La lettera è tratta dall’articolo di Walter Sullivan “The Einstein Papers: A Man of Many Parts” (in: «The New York Times», 29 marzo 1972).
Quante volte hai cercato di condividere un'idea profonda, un'intuizione nata da notti insonni o da giorni di riflessione, e ti sei trovato di fronte a un muro? Non è stato il valore dell’idea a mancare, ma forse il ponte tra te e l’altro.
Comunicare non è solo trasferire pensieri, è riconoscere il respiro dell’altro.
È sapere che non tutti vedono il mondo dal tuo punto di vista, che non tutti camminano con il tuo passo.
Euripide ci ammonisce: “Parla da saggio a uno stolto, e ti chiamerà sciocco.” Non per giudicare chi non comprende, ma per ricordarci che la saggezza stessa deve saper indossare abiti semplici per essere accolta.
Non si tratta di abbassarsi, ma di allungare la mano. Di tradurre visioni in parole che sappiano camminare sulle strade dell’altro. È un atto di generosità, quasi d’amore: non basta avere qualcosa da dire, bisogna voler farlo arrivare.
Ogni parola è un seme.
Il terreno, però, non è sempre fertile.
Scegli con cura dove e come seminare.
La prossima volta che ti perdi d'animo e non riesci a sopportare di provare ciò che stai provando, potresti ricordare questa istruzione: cambia il modo in cui lo vedi e inclinati verso di esso.
Invece di dare la colpa del nostro disagio alle circostanze esterne o alla nostra debolezza, possiamo scegliere di rimanere presenti e svegli alla nostra esperienza, non rifiutandola, non afferrandola, non comprando le storie che ci raccontiamo incessantemente.
Pema Chodron
Dopo aver meditato per alcuni anni, ho iniziato a vedere i modelli del mio comportamento. Quando calmi la mente, inizi a vedere più chiaramente la natura della tua resistenza, le lotte, i dialoghi interiori, il modo in cui procrastini e sviluppi una resistenza passiva contro la vita. Quando coltivi il testimone, le cose cambiano. Non devi cambiarle. Le cose cambiano e basta.
Ram Dass
Un cristallo assume il colore del tessuto su cui è posto, che sia bianco, giallo, rosso o nero.
Allo stesso modo, se l'influenza delle persone con cui trascorri il tuo tempo è positiva o negativa farà un'enorme differenza nella direzione che prenderanno la tua vita e la tua pratica.
Dilgo Khyentse Rinpoche