Il riposo non è un premio per aver completato tutto, ma il presupposto per continuare a creare valore. Concediti lo spazio di non dover produrre nulla.
Tich Nhat Han
#Tich Nhat Han
Il riposo non è un premio per aver completato tutto, ma il presupposto per continuare a creare valore. Concediti lo spazio di non dover produrre nulla.
Tich Nhat Han
#Tich Nhat Han
Fai spazio tra un impegno e l'altro. Un singolo respiro di pausa prima di iniziare una nuova attività resetta la mente e ricarica l'intenzione.
Thich Nhat Hanh
La meditazione dello spuntino
Un giovane amico una volta mi aveva chiesto di insegnargli la pratica della consapevolezza. Gli avevo offerto un mandarino, ma lui continuava a parlarmi dei suoi tanti progetti — quel che faceva per la pace, la giustizia sociale eccetera. Mentre mangiava, allo stesso tempo pensava e parlava. Sbucciato il mandarino si cacciava in bocca gli spicchi, li masticava rapidamente e poi li inghiottiva.
Gli dissi: “Fermati, Jim! Mangia il tuo mandarino”. Mi guardò e capì: smise di parlare e si mise a mangiare molto più piano e consapevolmente. Separò gli spicchi che rimanevano uno dopo l’altro, ne odorò il profumo delizioso, se ne mise in bocca uno per volta sentendo il succo colargli tutt’intorno alla lingua.
Qual è lo scopo di mangiare un mandarino? È mangiare il mandarino. Per tutto il tempo che ci metti a mangiare un mandarino, mangiare quel mandarino è la cosa più importante della tua vita. La prossima volta che avrai a disposizione un mandarino, ti invito a mettertelo nel palmo della mano e a guardarlo in un modo che lo renda reale. Non ci vuole molto tempo, bastano due o tre secondi. Guardandolo, vedi il bel fiore di mandarino; vedi il sole e la pioggia; vedi il minuscolo mandarino che si va formando a partire da fiore. Puoi veder crescere il mandarino neonato, cambiare colore dal verde all’arancione.
Sbucciare il mandarino, odorarlo e assaporarlo può essere piacevolissimo. Può essere così per ogni cosa che facciamo: che noi si pianti la lattuga, si lavino i piatti, si scriva una poesia o si sommino colonne di numeri, possiamo farlo con concentrazione e in consapevolezza.
Thich Nhat Hanh
Mangiare in Consapevolezza
Giornata senza fare niente.
"Nella nostra società, abbiamo la tendenza a considerare il non fare niente come qualcosa di negativo, se non addirittura di malvagio.
Ma quando ci perdiamo nelle attività, non facciamo altro che diminuire la qualità della nostra vita.
Facciamo a noi stessi un disservizio.
È importante, invece, preservare noi stessi, la nostra freschezza e il buon umore, la nostra gioia e la compassione.
Nel Buddhismo, coltiviamo la “assenza di scopo”, ed infatti, nella tradizione buddhista, la persona ideale, un “Arhat” o “Bodhisattva”, è una persona poco occupata, qualcuno che senza un posto di preciso dove andare o qualcosa da fare.
Dovremmo imparare come stare lì semplicemente, non facendo niente. Provate a passare una giornata senza fare niente; non la chiamiamo una “giornata pigra”.
Eppure, per molti di noi, abituati a correre da una parte all’altra , una giornata pigra è realmente un compito molto arduo!
Non è facile essere e basta.
Se riuscite ad essere felici, rilassati e sorridenti, quando non state facendo qualcosa, siete abbastanza forti.
Non fare niente porta qualità nell’esistenza, che è molto importante. Così, non fare niente è veramente qualcosa.
Per favore, scrivetelo e mettetelo in evidenza all’interno della vostra casa:
Non fare niente è qualcosa."
Thich Nhat Hanh
Essere belli significa essere se stessi.
Non hai bisogno dell'approvazione degli altri.
Hai bisogno di accettare te stesso.
Se nasci fiore di loto,
sii un bellissimo fiore di loto,
non cercare di diventare una magnolia.
Se brami l'accettazione e il riconoscimento
e cerchi di cambiare te stesso per adattarti a ciò che gli altri
vogliono che tu sia,
soffrirai per tutta la vita.
La vera felicità e il vero potere
risiedono nella comprensione di te stesso,
nell'accettazione di te stesso,
nell'avere fiducia in te stesso.
Thich Nhat Hanh
Supponiamo che qualcuno dica qualcosa che ti fa arrabbiare. Il tuo vecchio percorso vorrebbe dire qualcosa per punirlo. Ma questo ci rende vittime della nostra energia abitudinaria. Invece, puoi inspirare e dire: "L'infelicità è in me, la sofferenza è in me, la rabbia è in me, l'irritazione è in me". Questo è già utile, riconoscere i tuoi sentimenti e aiutarti a non reagire subito. Quindi accetti quella rabbia e quell'irritazione in te e sorridi. Con la consapevolezza, guardi l'altra persona e diventi consapevole della sofferenza in lui o in lei. Potrebbe aver parlato in quel modo per cercare di trovare sollievo dalla sua sofferenza. Potrebbe pensare che parlare in quel modo lo aiuterà a soffrire di meno, ma in realtà soffrirà di più.
Basta uno o due secondi di osservazione e di visione della sofferenza in lui o lei, per cui nasce la compassione. Quando nasce la compassione, non soffri più e potresti trovare qualcosa da dire che lo aiuterà. Con la pratica, possiamo sempre aprire nuovi percorsi come questo. Quando diventano un'abitudine, la chiamiamo l'abitudine della felicità.
Thich Nhat Hanh
Abbiamo la tendenza
a pensare in termini di fare
e non in termini di essere;
pensiamo che
quando non facciamo nulla
stiamo sprecando il nostro tempo.
Ma non è vero.
Il nostro tempo
è prima di tutto per noi essere.
Essere cosa?
Essere vivi,
essere in pace, essere gioiosi,
essere amorevoli.
E questo
è ciò di cui il mondo ha più bisogno.
Thich Nhat Hanh
Il vero amore contiene l’elemento della gentilezza amorevole, che è la capacità di offrire felicità. Per rendere felice una persona bisogna esserci. Si dovrebbe imparare a guardarla, a parlarle. Rendere un’ altra persona felice è un’arte che si impara.
Il secondo elemento che compone il vero amore è la compassione, la capacità di togliere il dolore, di trasformarlo nella persona che amiamo.
Anche in questo caso bisogna praticare il guardare in profondità per riuscire a vedere che tipo di sofferenza ha in sè quella persona.
Spesso avviene che l’altra persona, compresa e sostenuta, sarà in grado di affrontare più facilmente le difficoltà della sua vita, perché sentirà che siete dalla sua parte.
Il terzo elemento è la gioia. Il vero amore vi deve portare gioia e felicità, non sofferenza giorno dopo giorno.
Il quarto e ultimo elemento è la libertà.
Se amando sentite di perdere la vostra libertà, di non avere più spazio per muovervi, quello non è vero amore.
Thich Nhat Hanh