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lunedì 24 agosto 2026

 Se studi senza pensare sei stupido.

Se pensi senza studiare sei in pericolo.


Confucio


https://www.remobernardi.com/p/corso-di-meditazione-e-filosofia_3.html

sabato 18 luglio 2026

 Meditazione


Lungo la riva di un fiume un derviscio cantilenava ad alta voce delle formule sacre. In quel mentre, su una barca lungo il fiume, un Sufi molto erudito, era concentrato su argomenti etici e di dogmatica teologica. A un tratto, la sua concentrazione fu distolta dalle invocazioni del derviscio sulla riva.


«Quel derviscio laggiù sta ripetendo la formula sacra per camminare sulle acque!», pensò con il tipico zelo da erudito. «Ma così come la ripete non serve a un bel nulla. Ci sono evidenti strafalcioni nella pronuncia delle sillabe. Poveretto, farà sicuramente del suo meglio, ma evidentemente nella comunità dove ha studiato non l'hanno indottrinato a dovere. Sarà opportuno che lo vada a correggere! Certo, si tratta solo di una formula, ma ha pur sempre un grande valore spirituale».

Remò quindi verso la riva e giunto dal dervi scio gli disse:

«Sono venuto a dirti che la tua ripetizione del la formula magica è completamente sbagliata». E gli spiegò la pronuncia esatta e altro ancora.

Il derviscio con grande umiltà ringrazió il Sufi per tutte le dotte spiegazioni.

Tutto appagato del suo meritevole interventoriprese la via del ritorno.

«Sono certo che il mio intervento è stato molto utile», pensò il Sufi compiaciuto della sua erudizione.

Ma i suoi pensieri furono nuovamente interrotti dalla voce del derviscio che riprese l'invocazione con tutti gli strafalcioni nella pronuncia.

«Con certi individui è inutile perdere tempo!», si disse indispettito. «Non impareranno mai!». Ma un attimo dopo, uno strano rumore lo fece voltare. Con la bocca spalancata dallo stupore, vide il derviscio venire verso di lui camminando sulle acque!

«Maestro perdonami», chiese umilmente l'uomo.» «Potresti ripetere la pronuncia esatta? Ho difficoltà a ricordarla!».


Il dito e la luna

Gianluca Magi

sabato 4 luglio 2026

 Il valore della tecnica


Un novizio era stato ammesso in un Ordine Sufi 

Tuttavia, dopo qualche tempo non aveva ancora ricevuto precise istruzioni. Conversava con gli altri discepoli, questo sì,

ma senza praticare alcuna attività di gruppo. A volte aveva persino l'impressione che non ve ne fossero. "Chissà quale tecnica coltiva il maestro!", pen sò. "E quando me ne metterà al corrente! Forse in quest'Ordine si celebrano riti segreti. Ma quando? Mi sembra di non lasciare mai i miei confratelli, durante la giornata!".

All'improvviso, il giovane prese una decisione. Fino a nuove indicazioni, avrebbe praticato il tipo di meditazione della scuola cui era affiliato prima. Così non avrebbe perso tempo. Si sedette sulle ginocchia, il corpo eretto e le mani appoggiate alle gambe. Rimase immobile nella stessa posizione per parecchie ore, senza che nessuno ci facesse caso.

A un certo punto, le gambe cominciarono a do lergli. Ma il novizio non si arrese: dopotutto, per severando avrebbe attinto un livello di coscienza più elevato!

La mattina dopo nutrì alcuni dubbi su quel tipo di pratica, ritenendo che non facesse al caso suo, e andò a riferire al maestro: "Forse è meglio che digiuni, o mi dedichi all'ascesi?".

Quello diede una risposta imprevedibile: "Ma con chi ce l'hai? Intendo dire, quale parte di te vuoi tormentare?".

Il discepolo rimase sconcertato.


101 storie sufi 

sabato 13 giugno 2026

 La meditazione dello spuntino


Un giovane amico una volta mi aveva chiesto di insegnargli la pratica della consapevolezza. Gli avevo offerto un mandarino, ma lui continuava a parlarmi dei suoi tanti progetti — quel che faceva per la pace, la giustizia sociale eccetera. Mentre mangiava, allo stesso tempo pensava e parlava. Sbucciato il mandarino si cacciava in bocca gli spicchi, li masticava rapidamente e poi li inghiottiva.

Gli dissi: “Fermati, Jim! Mangia il tuo mandarino”. Mi guardò e capì: smise di parlare e si mise a mangiare molto più piano e consapevolmente. Separò gli spicchi che rimanevano uno dopo l’altro, ne odorò il profumo delizioso, se ne mise in bocca uno per volta sentendo il succo colargli tutt’intorno alla lingua.


Qual è lo scopo di mangiare un mandarino? È mangiare il mandarino. Per tutto il tempo che ci metti a mangiare un mandarino, mangiare quel mandarino è la cosa più importante della tua vita. La prossima volta che avrai a disposizione un mandarino, ti invito a mettertelo nel palmo della mano e a guardarlo in un modo che lo renda reale. Non ci vuole molto tempo, bastano due o tre secondi. Guardandolo, vedi il bel fiore di mandarino; vedi il sole e la pioggia; vedi il minuscolo mandarino che si va formando a partire da fiore. Puoi veder crescere il mandarino neonato, cambiare colore dal verde all’arancione.


Sbucciare il mandarino, odorarlo e assaporarlo può essere piacevolissimo. Può essere così per ogni cosa che facciamo: che noi si pianti la lattuga, si lavino i piatti, si scriva una poesia o si sommino colonne di numeri, possiamo farlo con concentrazione e in consapevolezza.


Thich Nhat Hanh 

Mangiare in Consapevolezza

venerdì 24 aprile 2026

 Esistono molti modi per calmare un'energia negativa senza sopprimerla o combatterla. La riconosci, le sorridi e inviti qualcosa di più piacevole a sostituirla; leggi parole ispiratrici, ascolta della bella musica, vai in mezzo alla natura o pratica la meditazione camminata. 


Thich Nhat Hanh

sabato 28 marzo 2026

 "La pratica dello Zen non è una teoria, né una filosofia, né una religione nel senso comune del termine. È un'esperienza di vita. Una trasformazione del nostro corpo e del nostro spirito.


Viviamo quasi sempre come sonnambuli, guidati dai nostri desideri, dalle nostre paure, dai nostri preconcetti. Pensiamo costantemente al passato o ci proiettiamo nel futuro. E così facendo, lasciamo che il momento presente, che è l'unico reale, ci sfugga di mano.

Nello zazen (meditazione seduta), non cerchiamo nulla. Non si tratta di ottenere qualcosa, ma di essere lì, completamente presenti, come una montagna, come l'oceano. Gradualmente, la mente si schiarisce. Le illusioni si dissolvono.


Allora comprendiamo che la vera libertà non consiste nel soddisfare tutti i nostri desideri, ma nel liberarci da essi. Non nel voler cambiare il mondo esterno, ma nel trasformare la nostra prospettiva.Praticare lo Zen significa tornare all'essenziale. Significa trovare la pace nel movimento. Il silenzio nel rumore. La verità dentro di sé.


Taisen Deshimaru Roshi 

giovedì 19 marzo 2026

 La meditazione non vi trasporterà in un altro mondo, ma vi rivelerà le dimensioni più profonde e straordinarie del mondo in cui già vivete. 


Maestro Zen Hsing Yun

giovedì 12 marzo 2026

Scegliere un corso di Mindfulness o di Meditazione: una guida per chi cerca di ritrovarsi (davvero)


Quale strada è la tua?

Non siamo tutti uguali e non cerchiamo tutti la stessa cosa. Per scegliere bene, chiediti di cosa hai bisogno in questo momento.

Se senti il bisogno di capire più a fondo il senso di ciò che vivi, unendo la pratica a una filosofia che abbraccia la vita intera, il Corso di Meditazione e Filosofia Orientale è un viaggio profondo e affascinante.


Se invece senti che lo stress ti sta schiacciando e hai bisogno di strumenti pratici, "qui e ora", per ritrovare un po' di respiro tra un impegno e l'altro, il Corso Mindfulness a Lecco è un porto sicuro dove imparare a gestire l'ansia con dolcezza e fermezza.


Imparare dai migliori: la forza nella fragilità

Spesso pensiamo che meditare sia stare fermi a non pensare a nulla.

In realtà, è un allenamento al coraggio.


Il Pulsante di Reset: Anche i soldati d'élite o i soccorritori usano la meditazione. Non per diventare "macchine", ma perché sanno che per aiutare gli altri devono prima saper calmare il proprio cuore.


L'effetto Foresta: C'è una bellissima immagine legata alla Legione Straniera: i soldati passano un mese isolati nella foresta. Si dice che "il legionario lascia la foresta, ma la foresta non lascerà mai più lui". Meditare è così: costruisci dentro di te un luogo di pace che ti porti ovunque, anche nel traffico o in ufficio.


Lo Scudo di Perseo: guardare la paura con occhi nuovi

Tutti abbiamo paura. Il mito di Perseo ci insegna che non serve lottare contro la paura "faccia a faccia" (spesso ci pietrifica). Perseo usa uno scudo come specchio per vedere la Medusa senza diventarne vittima.

La meditazione è quello scudo. Ti permette di guardare le tue preoccupazioni, riconoscerle, ma non farti bloccare da esse. Impari che tu non sei la tua paura: tu sei il cielo, profondo e vasto, e la paura è solo una nuvola che attraversa il tuo orizzonte.


Nutrire la mente come il corpo

Se pensi di dover Meditare "perfettamente", sei fuori strada, serve meditare con costanza. È come mangiare: non affameresti mai il tuo corpo, quindi perché affamare la tua mente di pace e chiarezza?


La trappola del "dover sentire qualcosa"

Non aspettarti fuochi d'artificio o visioni. La vera meditazione è umile. Si vede quando qualcuno ti risponde male e tu, invece di arrabbiarti subito, riesci a fare un respiro e sorridere. Si vede quando fuori c'è tempesta, ma dentro di te senti che "va tutto bene".

Non cercare sensazioni speciali. Cerca te stesso.


Non servono incensi o parole complicate. Serve solo la voglia di sederti un attimo, chiudere gli occhi e dirti: "Io sono qui". È il regalo più grande che puoi farti.

martedì 10 marzo 2026

PROSSIMI APPUNTAMENTI

 Qui di seguito i prossimi appuntamenti in programma:


📌 18 marzo: Mindfulness
👉 Scopri di più

📌 18 marzo: Corso Parlare in pubblico
👉 Scopri di più

📌 24 marzo: Linguaggio del corpo
👉 Scopri di più 

E' sempre attivo il corso di Meditazione e Filosofia Orientale in presenza e on-line.

Per info e iscrizioni: info@remobernardi.com

Prossimi appuntamenti

Qui di seguito i prossimi appuntamenti in programma:

📌 18 marzo: Mindfulness
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📌 18 marzo: Corso Parlare in pubblico
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Per info e iscrizioni: info@remobernardi.com

domenica 1 marzo 2026

 Una pentola d'acqua bollente inizierà a raffreddarsi se la si toglie dal fuoco. Ma prima la si rimette sul fuoco, meno tempo ci vorrà perché torni a bollire.

Allo stesso modo, più a lungo la mente rimane lontana da una sessione di meditazione formale, più tempo ci vorrà per riprendere da dove si era interrotta.


Per progredire rapidamente sul sentiero, è necessario tornare a una sessione di meditazione formale mentre la mente ha ancora il calore della pratica accumulata nella sessione precedente.


Ci vorrà del tempo perché questo diventi qualcosa che fai in modo naturale, naturale come consumare i tuoi pasti quotidiani. Ma alla fine, con uno sforzo costante e gioioso, proprio come ti viene fame per il pasto successivo, inizierai ad avere fame per la tua prossima sessione di meditazione formale. Proprio come sai quando tornare a tavola, saprai quando tornare al tuo posto di meditazione e lo farai e basta. Non ci saranno scuse, né se, né ma, lo saprai e lo farai e basta.


Proprio come il cibo è il sostentamento del corpo, la meditazione è il sostentamento di un praticante. Quindi, proprio come non affameresti il tuo corpo, non dovresti affamarlo nemmeno con la tua mente. 


Chamtrul Rinpoche

sabato 21 febbraio 2026

 La nostra mente è solitamente mezza addormentata, e anche se sembra che pensiamo sempre molto e siamo molto vitali e presenti, siamo quasi sonnolenti e robotici nelle nostre reazioni. Lo scopo della meditazione è imparare a svegliarsi, a sviluppare maggiore chiarezza, ad essere più consapevoli e più assolutamente nel momento. È essere coscienti nel momento senza che tutte le nostre solite proiezioni, opinioni, idee e chiacchiere mentali continuino.

 Ad un livello fondamentale, siamo consapevolezza.


 Tenzin Palmo

sabato 24 gennaio 2026

 Immaginate di avere il compito di osservare un gruppo di persone mentre attraversano una porta. Tutto quello che dovete fare è notare quali di queste siano vestite di bianco. Con tale obiettivo in mente, altre percezioni quali uomo, donna, alto, basso, attraente, poco attraente, e così via, possono affacciarsi brevemente alla mente, restando tuttavia ai margini della coscienza. Infatti, nel dare priorità a un singolo fattore - gli abiti bianchi - automaticamente tutto il resto viene relegato in secondo piano .

Nello stesso modo, quando i meditanti si concentrano su un oggetto come il respiro, tutte le altre attività mentali perdono importanza. Pensieri e ricordi, indipendentemente dal loro contenuto, diventano semplicemente "non respiro", cioè altro rispetto al respiro. I meditanti che faticano a rimanere con il respiro cadono facilmente nello scoraggiamento. Ma ciò che spesso non colgono è che nella loro mente è già avvenuto un cambiamento significativo, pur se a volte può capitare che essa venga trascinata lontano dal respiro, verso il desiderio, l’avversione, il torpore, l’agitazione o il dubbio. Infatti l'identificazione con gli stati mentali quali "io" o "mio", l’assunzione implicita di possesso, è stata indebolita radicalmente, sostituita dalla percezione degli stati mentali come semplici fenomeni impersonali che, come tali, sorgono e cessano. Si tratta di un rivoluzionario balzo in avanti della consapevolezza.

Troppo spesso i meditanti trascurano il beneficio più importante della meditazione nel lungo periodo - la comprensione del modo in cui le cose sono come esperienza diretta - a favore dell'acquisizione nel breve periodo di stati mentali salutari.


Ajahn Jayasāro

sabato 17 gennaio 2026

 'Spesso ci si sente chiedere: "In cosa credi? A quale cerchia appartieni?". Ma come si può chiudere l’infinito in un’etichetta? Io non sono musulmano, né induista, né cattolico. Sono un esploratore di ciò che sperimento direttamente, momento dopo momento.

Ritengo che il rapporto con il sacro sia una faccenda estremamente intima, un segreto tra l'individuo e l'universo. Per questo diffido delle istituzioni e di chi cerca di venderti una verità confezionata, di chi vuole convertirti o evangelizzarti.

La mia dimensione non è fatta di proselitismo, ma di meditazione, di raccoglimento e di un profondo, necessario silenzio. È lì, e solo lì, che si incontra davvero il creato.'


Franco Battiato

sabato 3 gennaio 2026

 LA TRAPPOLA DEL MEDITATORE 


Molte persone aspettano che emergano sensazioni o sentimenti particolari quando meditano. Questo è il peggior tipo di meditatore. Fondamentalmente, non stai meditando quando inizi a farlo. 


Purtroppo, molti sfortunati meditatori non si rendono conto di non stare più meditando quando cadono nell'attesa di una particolare sensazione o esperienza. Questo perché la maggior parte non ha studiato la meditazione prima di iniziare a praticarla. Se spieghi tutte le sensazioni particolari che hai provato meditando a un lama che conosce veramente la meditazione, è quasi certo che le ignorerà e potrebbe anche rimproverarti. 


Quello che devi fare se sei un principiante è ricevere e seguire istruzioni di meditazione autentiche. In ogni caso, non stare lì seduto sul tuo cuscino ad aspettare che "quella sensazione speciale" ti visiti di nuovo. La vera esperienza nella meditazione consiste nel migliorare gradualmente la tua comprensione della mente e nell'affinare la capacità di identificare qualsiasi cosa le appaia. 


I meditanti hanno bisogno di una mente ampia e stabile, non di una che rincorre ogni piacevole "esperienza" che incontra. 


Drupon Khen Rinpoche



 

martedì 23 settembre 2025

Corsi mese di ottobre: Meditazione, Linguaggio del corpo avanzato, Mindfulness, Parlare in pubblico


Ecco i prossimi corsi in partenza, ognuno con un approccio diverso ma un filo comune: migliorare la consapevolezza, la comunicazione e la qualità delle relazioni.

📌 Giovedì 2 ottobre – Corso di meditazione e filosofia orientale
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📌 Giovedì 9 ottobre: Laboratorio pratico sul linguaggio del corpo
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📌 Mercoledì 15 ottobre: Corso di Mindfulness a Malgrate (Lecco)
👉 Scopri di più

📌 Mercoledì 15 ottobre: Corso Parlare in pubblico a Malgrate
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📌 Lunedì 27 ottobre: Corso sul linguaggio del corpo Avanzato
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📌 Sabato 25 ottobre: Corso Parlare in pubblico a Bergamo
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Per informazioni scrivi a: info@remobernardi.com

domenica 21 settembre 2025

 La respirazione cosciente 


Esistono molte tecniche di respirazione che aiutano a rendere la vita intensa e più piacevole. Il primo esercizio è molto semplice. Mentre inspirate, dite mentalmente: "Inspirando, so di inspirare". E mentre espirate, dite: "Espirando, so di espirare". Tutto qua. Sì riconosce l'inspirazione come inspirazione e l'espirazione come espirazione. Non c'è neppure bisogno di recitare tutta la frase; bastano due parole: "In" (dentro) e "Out" (fuori). Questa tecnica può aiutarvi a tenere l'attenzione sul respiro. Con l'esercizio, il respiro diventerà tranquillo e leggero, e il corpo e la mente faranno altrettanto.

Non è difficile. Bastano pochi minuti per cogliere il frutto della meditazione.

Inspirare ed espirare è molto importante, ed è anche piacevole. Il respiro è l'anello di congiunzione fra il corpo e la mente. A volte, la mente pensa una cosa e il corpo ne fa un'altra, fra mente e corpo non c'è unità. Concentrandoci sul nostro respiro, sull' "In" e "Out", li rimettiamo insieme e ritorniamo interi. La respirazione cosciente è un ponte fondamentale.

Per me, respirare è una gioia irrinunciabile. Pratico la respirazione cosciente ogni giorno, e nella mia saletta di meditazione ho dipinto questa frase: "Respira, sei vivo!". Basta respirare e sorridere per sentirci molto felici perché, quando respiriamo coscientemente, ritroviamo l'equilibrio e incontriamo la vita nel presente.


Thich Nhat Hanh